L’Assolo più bello

Mi si spezza la fame a mormorar di quelle parole
che stringono a cappio il silenzio
fin dentro la foce del suo assolo più bello.
L’asciutto di un nome impronunciato
si accovaccia senza derma
avvezzando la lingua di poche carezze
e saline illusioni come fossero percussioni.
Mi stupisce questo tempo che mi colma le labbra
di screpolature d’amianto pastoso
a percorrere senza vizio
la rinascita del nostro ossigeno astratto.
Ho piccoli passi da fare ancora per dissetar la veglia mia
Luoghi da trovare dove asciugare le lacrime dei sogni irrisolti
e poi serpeggerò..sull’arida terra a piedi scalzi
con l’anima nuda e cruda
dove le fiamme saranno ghiaccio per la mia cute dolente
ed il vento fuoco
a sorvegliar i miei inverni frementi.

© Rosy

pubblicata il 07 luglio 2011
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