.DUO.

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Tu Mi Tocchi come fa la preghiera sulla Lingua /
annaffiandomi di quella parola che si piega nel volere
nel mentre / a dirla tutta / mi tace addosso senza luce .

Sono una contraddizione Sacra / mi ingoio a sorsi
agglomerando il sapore nel luogo dove
Tu Mi Giaci e Ti divarichi dentro / con un assolo di acciaio .

Tu Mi Tocchi fino ad aprirmi /
come un oggetto contundente / ampio e caldo 
fino a sciogliere la brina del ventre / delle notti frustrate .

Sono una parabola d’incenso che si spiega solo d’inverno 
Un ipnosi di ragione ripetuta /
divorante e dissipante come colpa sulla pelle .

©Runa

 

[ la supplica fra le dita ]

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Sono la metà di una supplica Nera /
Avvolta nel riverbero di una Poesia scomposta /

Sono l’irragionevole piega che brucia sulla Forma /
Un fiato di Fato che dimezza le dita /

Affondo in quella memoria che mi mette in attesa e mi cola ai bordi della bocca come una parola che ansima la voce . Mi tengo stretta nei pugni morbidi quell’urto del petto che non esce dal cuore , sopravvivendo allo sbalzo di calore che diviene pace e nel tuo tocco si placa .

Sono una sillaba stupita del mio lento morire /
Una veste sdrucita inciampata nel tuo nome /

Sono una frangia di miele che si scioglie copiosa / 
Gioiosa negazione al termine del dolore

©Runa