[ in transito ]

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Gravidano senza peso sulle spalle i silenzi avvertiti in questo mattino aperto che nostalgico scende a patti con la sola voce che mi resta , avida dell’ultimo tempo appeso alle sole tracce di vento .
Mi scruta il presente , brusco è il suo appoggio sotto al mento che mi tiene lontana la voce , arginata dalle infinite verità nascoste nell’ombra di un futuro appeso allo sguardo che di nascosto copro placandone la pace .
E’ un emblema il mio stesso sentire , una delizia verso un’unica croce che porto nel cuore , una dolente attenzione che copiosa si serra sotto le ombre di una nebbia tagliata fine , ancora in vita , ceduta in corsa verso questa ricerca che mi terrà al riparo dal pianto , in una conca d’oro che senza presunzione non nuoce e non mi spoglia dal successivo dolore .
Mio malgrado è cosi che attendo ancora il fiato e la sue affinità con l’aria , ho scoperto di poter essere in ogni angolo di questa vita.

ph©Veronika Gilkovà / words©Runa

.sono senza testa.

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sono senza .testa. / sono senza .cuore.
sono un abbacinante luce che si contorce da sola
nella spasmodica ricerca di un buio che mi si posi addosso
.docile. / senza pretesa di carne .dentro.
e che mi faccia sua [ bruciante ] come petalo arso al sole
sono senza .pagina. / non sono mai stata .scritta.
sono un muro di carta privo d’edera
una foglia senza linfa
.selvatica. / senza saperne succhiare il peccato
come da questa vita [ che mi buca e mi butta via ]
©Runa / ph©Whitney Justesen

_dalla mia pelle in poi_

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il silenzio nella camera prende vita
e con esso il nome tuo
vinto di quella capacità di guardarmi dentro / attraverso /
che tramite l’attesa prende forma /
e poi tu / la tua .

il silenzio di questa camera ha la sua vita /
il suo silenzio a ticchettare intorno al letto
spinto e sospinto dall’odore che sale /
dalla mia pelle in poi .
©Runa

[ordino] .memorie.

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ordino le memorie accanto ai passi andati /
accartocciati in lidi arcani /
privi di spine e dalle rose spoglie /
nere .

ho amato ogni fiore del mio piccolo giardino /
ogni candida foglia vellutata accarezzata dal vento .

oggi restituisco a grappoli di sale questo mio spoglio prato /
un solco ormai avariato d’inesistente consistenza /
un malaffare per la mia corazza franata .
©Runa

Tremule Silenzio

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a gomitoli stretti i miei sussulti nel ventre
una gestazione d’ardore che brucia e commuove

continua questo mio essere a placare la notte
ed in essa mi acceco
senza scosse negli occhi

non c’è parola che mi seduca più del silenzio
succoso e rumoroso come un laccio ruvido sul cuore

il mio termine è nel sangue
agganciato alla pelle come la lingua al palato
per aprirmi a ferita tornata sui polsi

©Runa