.con lo stesso sguardo.

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è cosi che arriva l’inappetenza _dall’anima
mentre lo sguardo resta lo stesso
in attesa di un cambiamento d’aria , in un ordinario giorno divenuto materia mentre riga in verticale gli occhi , come un vuoto a perdere , dove l’antro della memoria trova il suo ingresso fra le rughe aperte ,bianche , senza tremare
e il pianto ha un valore da cui apprendo il gusto del sale .
lo sguardo resta lo stesso
mentre mutevole resta l’aria che taglia di netto le punte delle ciglia attorcigliate ai ricordi , resi inermi dai sogni , troppo limpidi per una realtà in continua attesa , in ore frenetiche troppo lunghe
accese nel ritorno dallo sciogliersi del silenzio prepotente raccolto dal cuore che ne fa il suo banchetto prezioso .
ritroverò la pace e riemergerò dallo stesso sguardo .
farò ancora parte di questa infinita notte , resterò la sua degna figlia , di carne avverata nata da punte di stelle .
il mio pianto diverrà arpeggio fra le tempeste .
il mio petto tomba scabra per un dolore che ancora non sfama .
sarò l’estinguersi di una realtà che ha toccato il fondo .
sarò viva di un senso disperato dal moto irrisolto .

©Runa

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. vermiglia melodia.

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d’affamata m e l o d i a /
arraffa il non detto il seno
interroga il cuore e mi artiglia la lingua

il mio è un pasto veloce
reclinato sulla poca ragione
incauto di un amore sordo
perso in un tonfo che senza filo
sfiora _e brucia
il cuore legato al turbinio del volere

vermiglia m e l o d i a /
spaia le parole sulla lingua
indecisa sullo scioglierne i nodi

sei il mio pasto vorace
una follia sopraggiunta nei colpi
un taglio verticale sulla fame
un tocco orgoglioso che oscilla e incupisce
gli occhi miei patinati d’amore
nel mentre fletti sul dorso il perso pudore

©Runa

.lettera a mia madre.

.ti ho sempre raccontata con pudore per paura di sbiadire il tuo nome come succede per i fiori
all’imbrunire succede che il limite del mio respiro si fa pianto
ogni volta
ed è li che la tua presenza mancante si inclina alla mia
e il sapore che mi lascia il pianto imbratta la sera.

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_perchè è di questo che si tratta
di una carezza mancata
di una parola mai detta
di un abbraccio mai avverato
di uno strappo troppo veloce

_perchè è questa assenza che fa male
troppo vuota per i miei occhi
troppo pesante per la mia anima
troppo silenziosa per le parole che ancora avrei da dire
troppo profonda per una sola ferita

_perchè è di questo che sopravvivo
di orologi grandi senza rintocchi
di porte aperte senza ritorni
di voci spazzate via dal respiro veloce
di una luce che abbaglia nel momento sbagliato

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.perchè è di questo che si tratta
di una mancanza sopravvissuta allo stesso modo in cui è avvenuta /
se potessi
chiederei al mio tempo ” ancora una volta ”
_ancora una volta la tua voce _ancora una volta il mare dei tuoi occhi
_ti terrei stretta per i capelli _ per le vesti che hanno il tuo odore
inchioderei le mie gambe alle tue e ti camminerei accanto
” ancora una volta ”
e fra tutte le voci lontane sentirei il coro del tuo sangue chiamare il mio _d’argilla.

©Runa

 

.in diagonale.

 

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mi accosto al c u o r e _dalla parte mancante
rivolgo l’attenzione sul volto e alle sue cicatrici d’a s s e n z a
/ qui il tempo è una linea sottile
un eyeliner interiore che si scioglie nell’andare
/ qui il tempo è un mezzo respiro a b o c c a asciutta
un’immobile sentire che si espone senza volere

ne annuso l’aria _ci resto accanto f e r m a
mentre la notte frena e non mi attraversa
/ qui il tempo è un e q u l i b r i o perso
un gene senza ombra
/ qui il tempo è niente senza il c o n f o r t o della luna
e tutto gocciola come linfa d’ere perdute su muri d’affetto sgranati in filigrana

mi accosto ad un p r e c i p i z i o che mi si mette accanto
mentre l’onda d’urto sul cuore diventa salsedine
/ f u r o r e cieco è ciò che mi ritrovo in petto
brividi d’amianto e a r g i n i d’argento
/ tutto in questo tempo è un lampo improvviso
ed io a briglie sciolte
ne perdo il controllo / allentato in diagonale

©Runa

.flagello e amore.

Fiorisce colpisce / Inganna ed intanto _Finisce*

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Intanto_mi resti addosso
con un rogo di pensieri audaci
rannicchiati intorno agli occhi
come un ombra contratta che sopravvive sui fianchi
stremati da brividi eucaristici
che assorbono il sangue dal centro del mio esistere
e non dalla bocca_colpita e sfinita

Mi lasci affamata _immobile
di una fame che sfonda l’idillio con la notte
mentre l’approccio alla carne furiosa sboccia
in un fiore e la sua spina sottile_
una fame che si intreccia con i contrasti della lingua
e sfuma in profusione con l’inutile idea
di restare fiorita e vuota

Intanto _mi lasci indomita
con una bocca inferocita
che nuda ritorna all’inganno
indomabile / accogliente / illuminata
bocca da usare per dire
che non attraverso l’amore
questo desiderio si può lenire

©Runa

*flagello e amore : Motheni

on air : https://www.youtube.com/watch?v=w2J1-uNttdo

.sigillo sul cuore.

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spire di respiri sospesi
in quiete come per un ultimo momento
accovacciati alla pelle come dipinti
o come nubi asciutte accanto alle iridi ramate

laddove è tutto buio e i fiati sono ruvidi pesti
accolte sulla conca del petto si adagiano le carezze
con un infinita assenza di parole
o come nella perdita dell’istante mai avvenuto nel nostro fluire

tutto sembra evaporare in pianto
così come negli angoli spezzati degli occhi
lasciati espiare la pena dell’ultimo addio
in nottambuli vuoti cinerei da cui è difficile uscire

mi accosto all’umidità dei fianchi
nascosta nelle esigenze che non trovano spazio
spiazzata da un desiderio che mi rende irregolare
mentre la notte mi espone al dominio di questo volere austero

vorrei che il cielo mi facesse da sigillo sul cuore
fra stelle cherubine e lune rantolanti
o in una qualunque vita nell’altrove
dove l’amore possa essere tollerabile

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=9eWewdTkghM 

 

.la costanza della solitudine.

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è una costanza la solitudine che mi porto addosso
un’ombra fredda che si fonde nella frivolezza delle scelte
sconfinata e bruciante dell’assenza più cupa
mentre dentro si arrampica a morsi
l’alibi dell’attesa
strappata alla sola regola che mi lascia disarmata
/ un assolo di luce cerca di venire al mondo
nell’insistenza infinita della mia pelle fredda
sola in questo dolore postumo che non mi lascia scelta
se non rinunciare e mettere in salvo
quell’unico brivido che mi ricorda che posso ancora essere viva
di un’ultima vita raccolta in controluce

©Runa