. come in pace .

il respiro si fa molle
come nella debolezza del ripetersi di gemiti notturni
l’aria nel suo ripetersi unge la pelle
e le parole , spicciole , scindono sul tuo nome
come sottane cucite addosso
stropicciate dalle carezze esigenti
sciolte come candele accese
mentre i fianchi si espongono scorretti
sulla curvatura esposta delle tue mani .

trema la ragione sotto la tua presa
inarcata , arrendevole
cede come in pace
mentre la distrazione negli occhi ha vita breve
come negli avanzi di richieste
candide attenuanti
nude che sanno di succo di mandorla a sovvenire
con scivolosi agguati della lingua che insegna urli
e rapide follie .

©Runa

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7 pensieri su “. come in pace .

  1. Quando ho letto il bellissimo verso “mentre la distrazione negli occhi ha vita breve” mi è venuto in mente il seguente passaggio di Rilke: “i corpi, che nulla hanno trovato, delusi e affranti si lasciano l’un l’altro”. Ho anche pensato alla “carne triste” di Mallarmé. E tutto questo mi porta a concludere che pure il parossismo della carne è un rifugio precario 😐

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