. la vita artificiale .

l’anima mia è in piena rivolta
vorrei poter essere natura non natura
un lirismo artificiale e spietato
necessario al mio racconto .
vorrei perderne il comando
e risultare sconfitta
impassibile dinanzi
a questa vita che mi passa accanto
senza suono
che mi dorme addosso
che mi spezza le braccia
che mi lascia senza sonno .
l’anima mia è pronta a farmi fuori
a riportarmi nei luoghi dell’altrove
dove la magnificenza irreale
di questa esistenza
mi darà tregua e parole dure .
diverrò mortale , dunque infallibile
forse .

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=zrijYtq6lcs

. intento poetico .

sbiadisce il colore del tuo tocco sulla schiena
come d’aria e rugiada che non trovano consolazione
nelle prime ore del ritorno alla vita
quando tutto ancora è lento
e la vita che mi manca al tuo fianco
si muove appena .
e l’ombra ruggisce
come fa il mio pianto
come fa l’anima
nel continuo imbrunire
di cui s’imbratta questo cuore mio

l’anima mia ha un’altro intento poetico
un inverno da lasciarsi sulla schiena
un ampio divenire di parole continue
una frusta di verbi salati annunciati
come dalla mia bocca alla tua .

ceduta ad ogni forma di negazione
l’oscurità arriva puntuale
e riempie la lingua arrossata
in ogni sua frazione
sanandola con la più alta delle maree .

gioiosa nel suo andare e tornare
a ritroso sul dorso agisce il graffio
intasato da madide carezze
nel suo feroce rintocco febbrile
annega fra le onde calde dei pensieri
e le ripide certezze .

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=bXuwhnlg13A

.petalo infetto.

aggrappata al senso di una notte cava,loquace quanto basta per zittire il silenzio in quest’Abazia,nutro [spalancandomi il ventre di una fame dal nome vizioso] l’assoluta tenebra che dalla mia stessa riproduzione vince.
aggrappata e mai stanca al senso esplicito di questa distruzione, mi rendo carnefice del mio stesso decantato amore, e fra ritratti di volti celesti, ombre assurde prodigiose nei baci, bocche stridenti come arpie fiere, dilato il tempo come pelle d’oblio assiderato dove non mi capacito d’averne ancora, sfibrata come una vesta spaccata.
proiettata verso un inferno che alla mia anima appartiene resto dunque ancora qui,sfinita e nuda, nella proiezione più astrale che ci possa essere della dannazione fatta persona .

.cosa ne farò della mia morte.
a fatica sbavo per questa vita
a fatica mi concedo ancora ad essa
.semmai ne fossi certa. berrei dalla mia stessa condensa per riportarmi in un luogo improprio, per sospirare ancora fra questi petali che voi umani tanto amate .
.semmai ne fossi certa. risorgerei anch’io
petalo infetto e linfa vaporosa .

©Runa

.run cried the wind.

perdere il baricentro
e restare in bilico
sulla dispersione di ogni senso
mentre il testimone di questo tempo
passa al fruscio del vento
_ ed io nel mentre invento un tempo
in cui versa il bianco di ogni cosa
spingo l’intenzione del nero
sul corpo che resta
in questa ultima occasione
che mi anticipa nell’inverno
ingrato di ogni altro dolore

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=HpFAPApnzGE

.poesia che mi nutri.

la voce del silenzio si differenzia fra il passo necessario nella nuova vita fino alla moltiplicazione incarnata di ogni singola parola .
il .tutto. vissuto emozionalmente mentre la fuori c’è un ingombro di stanze ed insonnie pronte a ricavarne anche un’unica notte da questo delirio ch’io chiamo .poesia.

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.poesia
che notturna illumini tenue
queste ore desertiche in decadente contrasto
.tutto ruota prendendo forma e natura.
occupi lo spazio necessario
delineando distanze e frammenti
fra il mio cuore e il tuo
.rendimi polvere se necessario
.impastami nei silenzi più cupi
.disperditi nei divieti delle vene
e fa di me ombra asciutta
figlia d’innaturale luce
.poesia
che sono me stessa nel bene e nel male
stringiti alla mia memoria
prima che fugga fra mille ragli
.prima che queste mie promesse disperate
colino per difetto
lungo una piega di lingua mai nata

©Runa

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non è facile urlare contro l’attimo preciso in cui tutto sgela .
il mio è un vagito nell’eterno riposo della stessa misura della selva oscura da cui nacqui .
sono fatta di una vita involontaria che refrigera l’anima ad ogni bivio .
non è facile tornare ad essere un frammento di luce dopo una notte cosi buia.

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=viimfQi_pUw

.c a o s .

anche la notte sa essere sfrontata
come l’illusione che scroscia fra le pieghe
di un intento solitario .
continuo a versare umori
e lacrime di giada .
la passione
mia disperazione
si fa embolo di fantasie
li dove la lingua
sa affiancare un bacio mancato
e un inevitabile assestamento di attenzione .

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e continuo ad ingannarmi di idolatrante utopia
consumando la mia esistenza fra scadenze di affetti e frigide attese . sono come esanime , consumata da questo amore che inevitabilmente è il tuo , un assenzio lussurioso che si fa falso credo fra le preghiere che sul tuo costato invoco .
arrogante messia , padrone del mio amplesso etilico .
ancora una volta mi rendi orfana , senza alibi , di una volontà che mi domina come la sete , o peggio come la fame e il suo caos onnipotente .

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=cjCgyE0LZ4E

 

.nero su nero.

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ed è quando tutto è nero
che il nero sa realmente di polpa
che ne basterebbe un quarto
solo per questa vita a digiuno
congelata dagli acuti del bosco
in una litania splendida .perpetua
come un canto di consegna
per tutta la forma che sono stata
come in caduta sulla schiena
privata di ogni rapida resa
o come nella conseguenza della frenata
che all’incedere del corpo poco importa
perchè ritrovarsi in piedi al bivio
asciuga la rabbia e rende assente la sete
perchè è proprio nel mentre arriva il nero
che il tacere del volere avviene .immune
come fosse ricordo di amabili lune lontane
o ponteggi di stelle sui calchi dell’anima
dove il voler dire cosa si è stato
cola di traverso come latte basico
e le leccornie dell’amore
sono spicchio di rancore malandato .

©Runa