.l’impeto accanto.

[la facilità con cui azzardavo il desiderio e ne facevo invasione chiara per le tue fantasie, per l’ acumine del tuo ego, poesia eventuale, pungolo rovente a mettermi a nudo nelle preferenze delle esigenze]

avevo cura di ogni possibile occasione.
cura, mentre il fiato veniva a mancare
distesa sulla tua parola
d’acqua mai irrequieta
a scrosciare nel venirti incontro.
avevi cura di ogni nostra possibile occasione
mentre la tenerezza a malapena
aleggiava nel nulla delle ossa
a filo sulla schiena indenne,
come quando a violarci
erano solo i risvegli degli occhi
e il lieve gesto delle mani
a contraddirsi
dopo la bruma imperiosa
accomodata accanto
ad ogni impeto di furia.

©Runa
Tutti i diritti riservati/ inedito 2020

.presenza.

fa differenza la sera
nell’avanzare come goccia continua
sul flebile ripetersi
di un lembo sgualcito e rimescolato.
fa differenza la sera
nelle profumate ore silenziose
nell’attecchire fra le pieghe
di un’anima sottile.
[e gronda dagli occhi il sospiro di una presenza singhiozzante]


©Runa
Tutti i diritti riservati
inedito 2020

https://www.youtube.com/watch?v=YT-ECHaz4PE

[ora e qui].c’è silenzio.

on air: https://www.youtube.com/watch?v=Vd_nkokQwnQ

c’è silenzio ora qui.
qui dove è stato vissuto tutto con eccesso.
voce e silenzio.
amore e rancore.
sapere e dolore.

c’è silenzio ora qui.
qui dove tacere è stato subire.
amare, illudere.
l’ironia, una anomalia.
ricordare, il mio male.

c’è silenzio ora qui.
qui dove le distanze sono sempre state inappropriate.
grida, lacrime.
vuoto a spezzarmi.
inganno a sapermi.

ho raccolto fili di lacrime,
stanze schierate, ombre incollate,
soffitti pieni, cieli vuoti.
ed ora sono qui
ad illuminare senza candele
un solo affresco di silenzio
una luce lunare senza sognare.
un amore senza languore,
una me che non riesco a cambiare.

©Runa

.fra le ceneri.

c’è qualcosa di fortemente beato
nel dimenarmi fra le ceneri
/ripiego nella preghiera
ma rinnego ogni somma benedizione
/

.mi basterebbe una sola caduta nella notte
per non sentirne la superficialità della terra
fin sotto la pelle resa superflua.

/scorcio spigoloso al risveglio
fino alle assenze oscillanti e liquide
fra una vertebra e l’altra
/

.mi basterebbe sentirmi in ripida ascesa
una traccia spaiata ad un bivio
una bianca sovraesposizione di condensa
che nella sua caduta finale
perde il suo andare.

©Runa

on air now : https://youtu.be/MPP9U9dHqaQ

.dissolvenza.

vorrei riuscire a dissolvermi
nella bramosia rabbiosa della tua bocca .
vorrei riempire il tuo calice
di ardita a scintillante piena .
vorrei appagare la distanza dei tuoi occhi
e galleggiare fra le gocce di sudore
che ondeggiano dalla tua fronte alla mia .
vorrei…essere quella carne viva che
non trova una scorciatoia per entrare in te .

vorrei essere quella divisione oscura
che diventa follia intrecciata alle mani
e poi alla lingua compiacente
e ancora nella forma inesausta
un pezzo di cartilagine incompleto
vibrante come una corda tesa
sul punto di spezzarsi .
vorrei essere quel rischio che rumoreggia
e nel silenzio della notte accorgermi che
il desiderio di dissolvermi in te
si completa con un riflusso di sangue .

©Runa

. come in pace .

il respiro si fa molle
come nella debolezza del ripetersi di gemiti notturni
l’aria nel suo ripetersi unge la pelle
e le parole , spicciole , scindono sul tuo nome
come sottane cucite addosso
stropicciate dalle carezze esigenti
sciolte come candele accese
mentre i fianchi si espongono scorretti
sulla curvatura esposta delle tue mani .

trema la ragione sotto la tua presa
inarcata , arrendevole
cede come in pace
mentre la distrazione negli occhi ha vita breve
come negli avanzi di richieste
candide attenuanti
nude che sanno di succo di mandorla a sovvenire
con scivolosi agguati della lingua che insegna urli
e rapide follie .

©Runa

.come le tue labbra.

mi ritrovo in questo corpo stretto
con la fretta d’un impaziente amore
che taglia e annienta i gesti
come argini nell’improvvisa debolezza
che si fa bellezza ai tuoi occhi
e riaffiora come natura
nella sola idea che è di ogni cosa .

è cosi che riesco a narrarmi
attraverso te , senza contegno
celebrandomi all’inverosimile
come una gloria inesausta
una vittoria che rigenera ogni ferita
e ogni ferita che immancabile
accetta la sosta che trasformi in urgenza .

mi ritrovo nelle dimenticanze dei giorni
in pensieri che devastano il palmo delle mani
nel dopo delle carezze a cui ho dato il tuo nome
dopo che al tuo nome
ho donato fin oltre la fame contenuta
del ventre che di donna
si reinventa poesia

[che immagino sia fatta come le tue labbra]

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=7l-9axkMQqo

.nessun’altra alba terrena.

come ogni volta , come fra le ore troppo fredde di un inverno stropicciato .
come tutte le altre volte che mancherò di moltiplicare le parole per il loro verso , per ogni altra volta che non sarò all’altezza di questa vita, di questa notte che esplode continuamente in ogni altro giorno .
fin quando là fuori tutto il nero che lascerò sotto i miei passi non diverrà l’unica traccia che mi urlerà contro di una identità che rifletterà ogni altro angolo esposto del mio essere , vagherò negli inferi del cuore dove ristagna l’ardito esempio di un dire che si fa creatura degna di non amore .

Dopo le tenebre
quale altro corpo di pergamena
avvolgerà l’arido tumulto
dal mio cuore
in quest’alba terrena .
Quale altro astro laconico
pungerà la mia lingua
e la renderà pendente
in caduta libera sulla sinistra
delle variazioni di sale .
So per certo
che null’altro sarà come prima .
Ne io ricoperta di mille voci
oltre il varchi di questi cespugli immondi
ne il mondo che piagnucola
sulle sue progenie perse .

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=6u0DGIh3wLA

.nell’agonia del tuo veleno io freno.

risalgono fra le ragioni vacillanti 
i pensieri irriverenti 
e ogni parola che hai lasciato sul mio corpo .
come un talamo d’ardesia_ punge 
fin dentro la mente 
mentre nel dispetto del tuo nome
sfuma ogni possibile certezza 
ch’io rinasca quieta 
e petalo di rosa sparso 

avvicinati 
come fa il primo fascio di luce ardente
al mattino ,quasi ingenuo 
con un sussurro leggero
che si fa ebrezza sulla bocca .
avvicinati 
e vacilla fra i pensieri , languendo
con un senso di pienezza mai esausto .
vibra sulle corde del cuore
e brucia sulla pelle tremante
come il nostro racconto d’amore 
che ondeggia d’eterno 
nei sogni degli altri amanti .

©Runa

ps: il titolo : “nell’agonia del tuo veleno io freno” è un verso tratto dalla canzone “Petalo” di Moltheni 

.parole vertiginose.

non so quanto ho scritto in questi giorni
parole d’amore , puntuali e meticolose
un richiamo d’antica poesia
un fraseggio di fine estate
uno scrigno pieno di malinconia

ho nel silenzio infinite parole da dire
grida piene e rancori da elargire
arie refrattarie a scarnificare
il finire di ferite adoratrici di meraviglia
follia e canti di stregoneria

non so quanto ho scritto in poche ore
parole vertiginose , scenari teatrali
come ad annunciare
che il verbo che mi tiene in vita
sta per arrivare _per poi mancare

©Runa

.le circostanze della Luna.

ci sono silenzi che sopravvivono alla risalita delle frenesie , quando l’infinita landa del tempo perso diviene luogo di sole che lentamente squarcia la notte e l’ultima parola è una sopportazione che affoga in un sospiro lesto , dissolto come uno spirito che fugge dal reale .
tagliano di netto il fianco queste ore ,cosi ambiziose che ci muoio dentro , ogni volta nuovamente con una danza convulsa che incanta l’epilogo della circostanza della luna .

sono ferma / distratta
senza il responso della luna
l’ardua rapidità della furia
scalpita senza trovar fortuna .
destinata alla canicola della solitudine
all’angolo stretto 
con il passo breve fra le cose 
resto ferma / indotta al niente
mentre l’eco 
d’una preghiera lontana
si fa falso rito
d’un Dio 
che mi è il male minore

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=OFDmD665yjo

.un desiderio innocuo.

posso essere l’ombra che ti assale
inesplorata di ogni oscurità che necessita la tua anima .
innocua e nociva
mentre il seme della tua follia
adempie al compito di scontrarsi con la carne
nel mio destino .
amandach.jpg

Desidero esser corpo
nuovamente
.svuotarmi di quell’essenziale
mancante
che riemerge come latte
dalla pelle nell’inesattezza dell’anima
scomposta dal dolore uniforme
nel mentre
all’altezzosa armonia di un grande amore vissuto
dono un’ombra che striscia
sviando
il teorema della luce
mancante.

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=v8ZKgJLSoYI