.respirare.

la fretta arriva contratta
fra passi irrequieti e false partenze.
il credo silenzioso di questi giorni
rinnega il sapore della pioggia
esasperata da nuvole mancate,
ferrose come le assenze
che sono il sale di questi tempi.

la fretta eravamo noi
con le ruggini a volte taglienti.
eravamo noi,
sprovvisti di debolezza,
irrequieti di bellezza
e fame presunta
d’ogni cosa possibile.

la fretta arriva contratta
fissa, senza gloria,
mista all’idea immancabile
di quello che saremmo potuto essere
e domani diventare
senza mai dimenticare
ad un certo punto di sostare
e finalmente respirare.

©Runa

.inchiostro denso.

a malapena la tua densità è presentimento, è odore.
è impazienza sulla lingua, luminosa lussuria,
raggio di sole, reminiscenza, tregua senza inizio.
vorrei chiederti di narrami come si narra una prima idea.
vorrei chiederti di sostare fra le fessure del mio essere
che si strappa come cartapesta
e abbandonarmi alla pelle che spogli di sostanza.
vorrei chiederti di affiorare boscoso e silenzioso,
come mosto selvatico alla fine dell’alba.
celebrarti con linfa schiarita, gloria suprema
nell’assoluto andirivieni del desiderio che solo a te dono,
come si dona una poesia mordendola d’inchiostro denso
fra le labbra strappate ad un feticcio di pelle.

©Runa

.ri.eccomi

Manco da tanto , è vero , un’altro anno è passato senza troppi cambiamenti , nessuno stravolgimento .
Quella che ero sono .
Quello che avevo attorno , ho , non ha subìto battute di arresto .
Tutto è andato avanti , io , le parole , l’inverno , le salite , i colpi improvvisi di luce , le ombre , come pietre ad innalzare muri .
Manco da tanto , ma non altrove che come ” qui ” è sempre un posto sicuro per poter dire l’indicibile che spesso punge la lingua . Lingua che ,nonostante tutto , continua a dire che di parole ci si può salvare .
A voi .
Ben ritrovati .
Runa

.la rappresentazione dell’amore.

a dire che è tutto improvviso
ho imparato dal silenzio
con uno strappo sul cuore
un palpito sdrucito_continuo .

a dire che è il destino
ad ammiccare
è l’attimo designato
incontrollato come un canto .

il mio corpo si fa cielo sconfinato
un etere senza tempo
finzione e meraviglia a voce alta
rappresentazione d’amore e inferi
fra la ciminiere annerite
di un cuore messo a solidificare
sulle presunte altezze
e moralità che sembrano esplodere
fra le tracce dipinte
ai lati della bocca
di una faccia che aspetta
impaziente un segno di verità .

a dire che è della mia sola pelle
la colpa presunta
a dire che il dolore è raffiorato
lo fa la mia sola lingua .

a dire che godo
è un piacere mercificato
a dire che piango
è una follia mai sanata .

©Runa

.Luna Calante.

Quando cala la notte , l’onda d’urto della solitudine arriva fino nel profondo .
Buia e molle si fa la mancanza che ristagna fra le luci dense di una notte dalla Luna Calante .

ti intrecci ai rami di questa anima
come edera lontana da ogni sguardo
nutrendoti del mio sangue
che si fa mercurio
e arriva liquido fino alla cima
della volontà di tenebra .

mi svesti di ogni cartilagine
di illogica tenerezza al margine
di ogni altra imprevista mancanza
come un commiato
che segna la pausa dell’abbandono
mentre nelle asimmetrie della Luna Calante
sfuggono ai sospetti dei fianchi
i tocchi della tua forma assente .

©Runa

.Candore e Maleficio.

pubblicata sul https://word-social-forum.com

sono come un grido di preghiera che sanguina
un ghigno vomitato su una materia sacra
una parete d’affetto sconsacrato
un’edera avvelenata
una condanna ai piedi della mia defunta madre .

perduto candore e maleficio
smetto di essere il riflesso di questo Purgatorio indomito
ma tu dimmi su quale cielo mi devo inchiodare
per non cadere e continuare a tremare
di questa continua Epifania che non mi porta nessuna Luna.
Mia Euforia , svuotami di tutto questo dire
avvolgimi nel sudario distillato d’una nuova vita
e nella notte più lunga
con il suo giorno più tormentato dentro
lasciami cadere a pezzi
fin dove riconosco il rovescio del dolore
e fa ch’io torni ad essere quel grido
fiero preghiera inferiore
quel ghigno che si fa rituale
e muro lavico su cui continuare ad inchiodare
questo pezzo di ossa che mi incombe attorno .

©Runa
ph ©Michaela Knizova in arte Nynewe

on air : https://www.youtube.com/watch?v=NKRtHaT_Xdk

.ti incontro.

ti incontro
in quell’altra sequenza
d’orma lasciata in conseguenza
silenziosa per non disturbare
in questo deserto di vita
Orma su Ombra aldilà dell’amore .

ti incontro
dove perdo ogni vincolo con la morale
e mi asseto con il tuo rito di seta
mentre ritorno poi alla luce
fin dove so di potermi perdere
e vincerti in un random di follia
come fa la natura
nella sua più esposta forma .

ti incontro
negli sbalzi del desiderio
chiamati a tecere
come in un atto di fede
mentre mi scivoli addosso
come un peccato che ne preclude la fine .

tuo è un corpo generoso
provoca vertigine [ senza gridare ]
assoluzione e condanna [ senza respirare ]
tuo è il colpo che merito
prima di morire
in questo esistere che mi condanna
alla sola immagine di carne .

©Runa

on air now :
https://www.youtube.com/watch?v=MOMksSfRb9w