.nessun’altra alba terrena.

come ogni volta , come fra le ore troppo fredde di un inverno stropicciato .
come tutte le altre volte che mancherò di moltiplicare le parole per il loro verso , per ogni altra volta che non sarò all’altezza di questa vita, di questa notte che esplode continuamente in ogni altro giorno .
fin quando là fuori tutto il nero che lascerò sotto i miei passi non diverrà l’unica traccia che mi urlerà contro di una identità che rifletterà ogni altro angolo esposto del mio essere , vagherò negli inferi del cuore dove ristagna l’ardito esempio di un dire che si fa creatura degna di non amore .

Dopo le tenebre
quale altro corpo di pergamena
avvolgerà l’arido tumulto
dal mio cuore
in quest’alba terrena .
Quale altro astro laconico
pungerà la mia lingua
e la renderà pendente
in caduta libera sulla sinistra
delle variazioni di sale .
So per certo
che null’altro sarà come prima .
Ne io ricoperta di mille voci
oltre il varchi di questi cespugli immondi
ne il mondo che piagnucola
sulle sue progenie perse .

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=6u0DGIh3wLA

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.le circostanze della Luna.

ci sono silenzi che sopravvivono alla risalita delle frenesie , quando l’infinita landa del tempo perso diviene luogo di sole che lentamente squarcia la notte e l’ultima parola è una sopportazione che affoga in un sospiro lesto , dissolto come uno spirito che fugge dal reale .
tagliano di netto il fianco queste ore ,cosi ambiziose che ci muoio dentro , ogni volta nuovamente con una danza convulsa che incanta l’epilogo della circostanza della luna .

sono ferma / distratta
senza il responso della luna
l’ardua rapidità della furia
scalpita senza trovar fortuna .
destinata alla canicola della solitudine
all’angolo stretto 
con il passo breve fra le cose 
resto ferma / indotta al niente
mentre l’eco 
d’una preghiera lontana
si fa falso rito
d’un Dio 
che mi è il male minore

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=OFDmD665yjo

.l’ordine delle cose.

L’ordine delle cose fra gli spazi che non trovano protezione .
L’ordine dei contraccolpi emozionali che si fanno strumento per un canto che parte dal pianto e prosegue nella parola che come il nulla trova in se stesso l’unico rimedio .
L’ordine delle cose è una diga aperta sulle memorie , una preghiera senza altare , una prigione astuta per un’anima traditrice .
Finché avrò per la mia anima un banchetto di meraviglie , resterò astuta e traditrice , un ordine mancato fra tutte le cose terrene e non avrò bisogno di nessun rimedio per la fame né un contraccolpo per l’esigenza emozionale che mi terrà ancora in vita con una preghiera che grida al rogo sul suo altare mancato .

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trasudo di ogni vita che ho vissuto
il sangue è un grumo che mi divide in due
sono figlia e poi madre
una circostanza marchiata a fuoco
sulla pelle viva
addestrata ad esserlo
nonostante io mi senta messa qui
a caso , sotto un cielo di carne
che non sgombera le nuvole d’odio e dolore
che mi hanno bagnato di morte
più che di pioggia .

e fra i venti e le peonie
includerò ciò che manca ad un esistenza stanca
ancora una volta una favola cambiata
ancora una volta un grappolo di gioia mai raccontata

dove sono nata me lo sono sempre chiesto
sono un racconto spiegato a malapena
senza voce , senza esattezza
poichè neanche chi ha scritto di me ricorda più il nome
io sono una figlia mancata troppo in fretta
una madre suddivisa , una razione di sale
su di una ferita che chiede scusa
un niente da dire

la pioggia giunge al cospetto di questo steccato di rose
fra le tracce delle spine allungherò la mia mano
di pena e gioia , incline come a tutte le cose

©Runa

.senza croce.

silence is a hyena that rises with its face against the wall
the wall and me without difference in this distinction
a skin wrapped
in the simulation of the blows given
by a torment that annihilates me without guilt.
I, without voice, without weeping.
I , without breathing

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sfioro la grammatica dei gesti che mancano
nella direzione inesatta del tuo restarmi accanto
mentre in sospeso
il racconto della tua bocca
si mostra appena _religioso e poi tremore
di assenza senza misura
di essenze che invitano al ritorno
come quando chiedo
al silenzio dei tuoi baci un nuovo tramonto
un respiro _un affondo
come quando ti dico
che sei il mio unico vizio da quando vivo
e ti annido sul cigolio dei fianchi
come un rituale che traballa
sulla nuda croce

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=2xfjJIGa0pE

.n u b e.

[ è da tempo immemore
che il disimpegno di questo mio tempo
veglia in ore che dipendono dal riflesso del mattino
ansimando di quella impazienza che si fa tempesta
e ringhia sui vetri in attesa.]
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come sei bella .nube.
di gravità arresa
come fra le mie braccia allungate
distesa

scevra _di una sacralità che espia preghiere
accovacciata come una figlia
d’amorevole esigenza
piena

sei come un rimorso
che a morsi rantola di fame
un muscolo scoperto
un’estasi nel tornare

esultanza che converte coscienze
e poi ancora un refuso nel niente
mentre ti moltiplichi in flussi e strappi*
in ali di cherubini e cieli troppo neri

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=UDVtMYqUAyw

flussi e strappi* : grazie Poeta

.ri_vissuta.

.provo tenerezza e affetto per questo testo scritto e pubblicato altrove ben 8 anni fa.

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Scende la scia lenta delle parole ai lati della bocca in questo giorno perso e rivisto da lontano.
Ricomincio da ciò che ho lasciato andare a fuoco lento nel fianco
e nella mia età sovrastata da calendari in_fermi appuntati alle pareti bianche
con chiodi di garofani rossi,ritrovo la giusta direzione dentro distrazioni d’arie asciutte e brine pungenti,accanto agli occhi, solitari , incolori.
A raffreddare l’ira mia sempre in piena nel mento alto immobile c’è un bacio senza lingua[ il suo ]..c’è un fiato bifolco che viola la voce ed il suo grido impassibile.

Io sono l’altrove dentro il mio stesso respiro di foglia.
Sono l’impatto violento della lacrima sulla guancia sinistra.
Sono il ghiaccio che ho saputo conservare puro fra le vene chiuse
dei miei ciechi avverbi emozionali, fra i seni vissuti e tartassati di spine e fili di ferro.

Nasco nell’attimo in cui la visione mi si riapre davanti ad un sogno ,
in un buio lasciato annegare in una notte esausta di silenzi e vizi.
Nasco nel medesimo istante in cui mi son sentita morire,
come in quel mattino in cui le carezze si abbandonarono alla dolcezza degli schiaffi di cera, figli immorali di risate come lame ,orfani di volti allegri e mascherati.
[ .e li son morta e nessuno se ne è accorto. ]

Ho raccolto la solitudine della bocca, assente nella rinascita ricucita .
Ho risalito a piedi scalzi scalini di sabbia nera e pavimenti di moquette rossa,
rinnegando le movenze senza misura di una donna che si appoggiava alla sua stessa pelle astratta ,giacendo inerme nella delicatezza di un battito inesistente che squarciava il petto martoriato .
Scalpita ancora il Cuore come allora, come il vento dietro una tenda di vetro sporco ,e non si azzarda ad andar via quell’orma rumorosa impiantata dinanzi alla mia porta ,
…e non si distorce la sequenza ingiallita dei morsi di un audace amante andato via.

No…non si nasconde dietro le finestre di camere pagate a poco prezzo
il nulla dell’anima infida.
Non dispensa poteri la mente arruginita dai colpi di un letto senza corpi.
Il Cuore Duole,consapevole ed orgoglioso del suo essere stato riscattato a caro prezzo.
Il Cuore Muore, per poter rivivere senza urgenza la sua Apocalisse d’amore.
[ .e li son rinata e nessuno mi ha trovata .]©Runa

posted on : 26 dicembre 2010

on air now : https://www.youtube.com/watch?v=iMWXvx17Chw