.oltre il buio.[un’altra notte]

aggiungo la notte all’ avanzare di un’altra notte
una selvatica conseguenza imperfetta
un raccapricciante esigere di luna
che specula la mia volontà
oltre di buio , oltre ogni accadere
mentre lascio le mani nude
e l’anima esposta , a te .

aggiungo il tremore al battito del cuore
l’ossigeno dei discorsi fatti
e la lingua unta di ogni altro bacio mancato
mentre la possibilità del ricordo si lega
con un orlo d’amianto sulla superficie
piuttosto che alla memoria
fatta di verità diverse , le tue .

aggiungo il potere a questo vizio di perdere
il dominio alla cessata volontà
aggiungo il mio corpo al tuo
e in ogni lembo mi estraggo carne
viva e impudica
con una sola possibilità di sopravvivenza
che si emette dal tuo grido al mio pianto , per noi .

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=B78_qTuEvVM

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.versetti maledetti.

la cupola di questa esistenza
annerisce il cielo sotto il quale sono sopravvissuta
_ le memorie rimbombano da un lato all’altro del cuore
senza tregua _senza arrancare oltre l’interiore necessario
di questo esistere vestito da Purgatorio .
trapassata da ogni altro dolore
gli occhi si strizzano di lacrime e sale
_il mio è un pianto che serve al divenire del sangue
nel cedere continuo di un peccato replicato.

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ho un’idea che fora il sacro della materia
una visione nitida _ selvatica
dell’impatto che disgela la forma
concava da ogni cosa appartenuta
abbandonata alla superficie di un ricordo
che non emette dissoluzione
ne avversione
per il suo ritorno alla completa estensione

appartengo ad un’ idea fatta materia
vestita d’animo nero

_senza grumi
con un petto che addestra tormenti
e ne subisce i mutamenti
come un rituale immediato_distillato
nel più puro sangue versato
scrosciante come sonetti maledetti
indottrinati sotto una pelle condannata

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=Rmf0_zRdiq4 

. la curva del tempo.

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seguo la curva del tempo
seppur immobile d’avanzo fremente
_arpeggia il silenzio sulle corde dell’anima
ed io maldestra mi traccio in essa
come un violino stonato
che sbaglia accordi di continuo

mi segno nella curva del tempo
priva di ogni cognizione temporale
e fra le ombre assimilo
l’inesattezza del buio che porta il mio nome
svezzandolo di luci
come in una frenetica rinascita

nel rovescio dell’esistenza
_ come la vita e il suo contrario
mi illumino _a malapena
di una salvezza che si fa distanza
immediata di resistenza
che attraversa il mio corpo e di netto lo taglia

in_seguo la curva del tempo
distillando le esigenze del ritorno
scoprendo poi che la marea del cuore
non è altro che un deserto sconfinato
dove ormeggiarne la commemorazione
intollerabile e silenziosa di un sogno senza ritorno

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=A-uRyOu4YV4

.unione lunare.

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è in questo gelido avanzare che il mio cielo
accurato di stelle piene , fissa l’andatura del presente
di terra senza frontiera e di speranze vane dalla pesantezza immane

non sono riuscita ad essere la figlia che avrei voluto essere
non sono riuscita ad assemblare il sogno con la realtà

solo l’incavo più profondo della notte è riuscito a contenermi
a ricamare i contorni dell’ anima in dissolvenza
tratteggiandone la sequenza con punte sporgenti di sale
padroneggianti di carezze insolite come argento

ho messo i sogni in sporgenza sul petto , curvi ad ascoltare il silenzio incombente di un mondo che riuscivo a mordere e ad affamare nuovamente nella venuta indifferente come dal suo oblio fatto di luci che non si sprecano nel ritorno al giorno

non sono mai riuscita a perdonare l’incompiuto atto della mia esistenza , mi è sempre mancata la terra sotto ai piedi
forse solo la forma della innaturale essenza completerà lo spazio vuoto che in questo miracolo chiamato vita riesco a toccare

è in questo gelido avanzare che nel mio cielo
accurato di stelle piene fisso
l’andatura inquieta del presente

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Io non brucio / io non tremo
Io rinasco ogni volta da un nuovo cielo nero
Io resto aggrappata al ventre della notte /
lussuosa d’unione lunare _Nera e austera
come la più pregiata delle pietre .
Io _pura come una Strega !

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=LKIRulQBEeg

.accanto alle pietre.

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_e poi sarà come smarrirmi all’infinito
in un moto ondoso dal silenzio perfetto
ritrovandomi curvata con un mormorio del corpo
che si distingue appena
nel guardare un orizzonte indifferente
che non mi compie
che non mi conclude nel suo atto con la realtà
mentre l’esigenza quotidiana mi rivela nella forma
si estranea nella sua parvenza di suono
e visiva mi abbaglia di fantasia poetica
come se prendesse atto della mia coscienza
raccontata più volte ad alta voce / in sonno
per riuscire ad ascoltarne il suono / come dal pianto rotto .

_e poi sarà come ritrovarsi in un eterno conforto
accanto alle pietre
accanto ad una condizione che mi raffigura ardita e consapevole
come quando nella ricerca dell’autentico esistere
mi dimenai nell’aria e ricaddi assopita sulla terra
disseminando il mio nome in illusione ed umiltà
nuda / fin dentro la natura
accolta da un’inquietudine appena fiorita / docile
accanto al precipizio d’erba che d’infinito si ripete

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=Eyjj8BgsBGU

.la forma che non ho.

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quale forma io sia
quale forma sia la mia
quale ombra in simbiosi viva con l’anima mia
io non lo so

ho lasciato che la mia vita si esiliasse
in mondi caldi e umidi
ho lasciato slittare le briciole delle mie esigenze
in terreni privi di pasto
in una destinazione cruda e afflitta
da ingiurie esibite piuttosto che assorbite

quale scopo potrò ancora offrire
all’altare di questa mia esistenza
quale bordo senza ricamo
potrò offrire ai miei fianchi di povera madre

ho svuotato il seno dalla fame
ho riempito le costole di calamite
ho riempito il sentiero del mio ventre
con una tregua che è un covo vuoto
un tortuoso e ambizioso delirio d’ardore
che esplode come fa la natura mentre muore

quale forma io sia
quale forma sia la mia
quale ombra in simbiosi viva con l’anima mia
io non lo so

©Runa 

 

.la bocca ringhia.

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la bocca ringhia
di disordini bianchi come latte
di tracce ardenti che adempiono al compito delle parole
_non c’è verso che impugni risposta
_non c’è lingua che si arricci per la sete
ma una corsa che dalla gola sale
e sputa la tregua alla stregua del veleno
versato caldo e bianco
come incline ad una fine che non è poi tale

la bocca ringhia
di un’estensione che si prona all’accoglienza
in frastaglie di discorsi pesanti
_insensati di uno speculare grazioso
_inesteso come un urlo che s’inghiotte
e si disperde nella sua ultima occasione
rabbiosa di un ricordo che ha verità diverse
morte prima di alternanrne il senso religioso
impavide nell’attesa della prima neve

©Runa 

on air : https://www.youtube.com/watch?v=j7EsBK4Mr80