.profezia.

[ il tempo ha salvato le parole e tutte le cose che avevo da dire sfregandosi le mani per l’obiettivo raggiunto/ ma io ho corso e sono andata lontana/ sono caduta facendo riverenza al dolore e mi sono rialzata prolificando ore ] TUTTI TORNANO – ANCHE IO

Sommersa dalle dune della notte.
Obliqua,
senza riverenza.
Batto i denti
contro l’abisso
che mi anticipa la caduta.
E frano,
senza ordine e profezia
rimettendo a posto il corpo,
spoglio l’inutile grembo.

©Runa

.inchiostro denso.

a malapena la tua densità è presentimento, è odore.
è impazienza sulla lingua, luminosa lussuria,
raggio di sole, reminiscenza, tregua senza inizio.
vorrei chiederti di narrami come si narra una prima idea.
vorrei chiederti di sostare fra le fessure del mio essere
che si strappa come cartapesta
e abbandonarmi alla pelle che spogli di sostanza.
vorrei chiederti di affiorare boscoso e silenzioso,
come mosto selvatico alla fine dell’alba.
celebrarti con linfa schiarita, gloria suprema
nell’assoluto andirivieni del desiderio che solo a te dono,
come si dona una poesia mordendola d’inchiostro denso
fra le labbra strappate ad un feticcio di pelle.

©Runa

.senza rimedio.

non è la tua bocca il rimedio
né le tue mani feroci di faina in redenzione .
mordo la parola
per non dartene un senso .
sii esplicito e contro ogni mia voglia
imbratta lo strazio
che rende pura la tua passione .
non sarà la contraddizione di questo amore ,
il rimedio .
non sarà la cautela del tuo corpo innocente ,
il fallimento .
mordimi e lasciami un segno
poi annusa la ferita
e togliti la volontà dell’azione .
sii disdicevole ,
una pozza colma di follia .
boria meschina
pretesa senza amore .
sii argine senza origine
e lasciami cadere nell’instabilità che ho
nel precedermi senza tregua a te . ©Runa

.Candore e Maleficio.

pubblicata sul https://word-social-forum.com

sono come un grido di preghiera che sanguina
un ghigno vomitato su una materia sacra
una parete d’affetto sconsacrato
un’edera avvelenata
una condanna ai piedi della mia defunta madre .

perduto candore e maleficio
smetto di essere il riflesso di questo Purgatorio indomito
ma tu dimmi su quale cielo mi devo inchiodare
per non cadere e continuare a tremare
di questa continua Epifania che non mi porta nessuna Luna.
Mia Euforia , svuotami di tutto questo dire
avvolgimi nel sudario distillato d’una nuova vita
e nella notte più lunga
con il suo giorno più tormentato dentro
lasciami cadere a pezzi
fin dove riconosco il rovescio del dolore
e fa ch’io torni ad essere quel grido
fiero preghiera inferiore
quel ghigno che si fa rituale
e muro lavico su cui continuare ad inchiodare
questo pezzo di ossa che mi incombe attorno .

©Runa
ph ©Michaela Knizova in arte Nynewe

on air : https://www.youtube.com/watch?v=NKRtHaT_Xdk

.vita cangiante.

vado contro voglia verso il greto assottigliato di questo tempo cercando di inquadrare il sedimento che costeggia l’altrove muto a cui ho affidato il nodo del ristoro di un’esistenza che chiede venia e risveglio fra le radici statiche ,messe al riparo nelle stuoie arse di memorie interrotte solo dalle parole che arrotondano l’equilibrio e smussano la vertigine del pensiero che s’attarda come nella mistificazione della luna, come un arco di luce che si palesa di speranza e fuoco sulla schiena curva oltre la soglia di un orizzonte a raccogliere bagliore a sufficienza per la sopravvivenza . intanto osservo lo schiudersi dell’inconsistenza nell’imboscata della notte che simula accoglienza mentre il denigrare degli occhi si perde nel confine dei luoghi che vanno oltre gli spigoli degli incroci , oltre i ritorni che fiutano esigenze mentre l’evasione della pelle evapora nel mutare di un profilo che ha l’inevitabile consenso di reclamarne una vita cangiante e selvaggia .

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=yYJVoCRJzu0

.un desiderio innocuo.

posso essere l’ombra che ti assale
inesplorata di ogni oscurità che necessita la tua anima .
innocua e nociva
mentre il seme della tua follia
adempie al compito di scontrarsi con la carne
nel mio destino .
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Desidero esser corpo
nuovamente
.svuotarmi di quell’essenziale
mancante
che riemerge come latte
dalla pelle nell’inesattezza dell’anima
scomposta dal dolore uniforme
nel mentre
all’altezzosa armonia di un grande amore vissuto
dono un’ombra che striscia
sviando
il teorema della luce
mancante.

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=v8ZKgJLSoYI

.versetti maledetti.

la cupola di questa esistenza
annerisce il cielo sotto il quale sono sopravvissuta
_ le memorie rimbombano da un lato all’altro del cuore
senza tregua _senza arrancare oltre l’interiore necessario
di questo esistere vestito da Purgatorio .
trapassata da ogni altro dolore
gli occhi si strizzano di lacrime e sale
_il mio è un pianto che serve al divenire del sangue
nel cedere continuo di un peccato replicato.

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ho un’idea che fora il sacro della materia
una visione nitida _ selvatica
dell’impatto che disgela la forma
concava da ogni cosa appartenuta
abbandonata alla superficie di un ricordo
che non emette dissoluzione
ne avversione
per il suo ritorno alla completa estensione

appartengo ad un’ idea fatta materia
vestita d’animo nero

_senza grumi
con un petto che addestra tormenti
e ne subisce i mutamenti
come un rituale immediato_distillato
nel più puro sangue versato
scrosciante come sonetti maledetti
indottrinati sotto una pelle condannata

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=Rmf0_zRdiq4 

.la forma che non ho.

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quale forma io sia
quale forma sia la mia
quale ombra in simbiosi viva con l’anima mia
io non lo so

ho lasciato che la mia vita si esiliasse
in mondi caldi e umidi
ho lasciato slittare le briciole delle mie esigenze
in terreni privi di pasto
in una destinazione cruda e afflitta
da ingiurie esibite piuttosto che assorbite

quale scopo potrò ancora offrire
all’altare di questa mia esistenza
quale bordo senza ricamo
potrò offrire ai miei fianchi di povera madre

ho svuotato il seno dalla fame
ho riempito le costole di calamite
ho riempito il sentiero del mio ventre
con una tregua che è un covo vuoto
un tortuoso e ambizioso delirio d’ardore
che esplode come fa la natura mentre muore

quale forma io sia
quale forma sia la mia
quale ombra in simbiosi viva con l’anima mia
io non lo so

©Runa 

 

.la bocca ringhia.

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la bocca ringhia
di disordini bianchi come latte
di tracce ardenti che adempiono al compito delle parole
_non c’è verso che impugni risposta
_non c’è lingua che si arricci per la sete
ma una corsa che dalla gola sale
e sputa la tregua alla stregua del veleno
versato caldo e bianco
come incline ad una fine che non è poi tale

la bocca ringhia
di un’estensione che si prona all’accoglienza
in frastaglie di discorsi pesanti
_insensati di uno speculare grazioso
_inesteso come un urlo che s’inghiotte
e si disperde nella sua ultima occasione
rabbiosa di un ricordo che ha verità diverse
morte prima di alternanrne il senso religioso
impavide nell’attesa della prima neve

©Runa 

on air : https://www.youtube.com/watch?v=j7EsBK4Mr80

.nodi arsi sotto la pelle.

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Come universi /
intimi noi di un cambiamento che si sovrappone all’autolesionismo del cuore /
repentine fragilità fra il dire e il leccare
con una bocca che riscatta il sapore dell’addio nel necessario amore .
È tangibile quanto contraddittorio questo ardore /
un conflitto continuo nelle attese /
nel desiderio incessante in una proiezione che strappa la tempistica necessaria
_come fa l’aria sul silenzio converso nel dire il tuo nome mancante .
Quanto rovescio sotto i lembi incauti della regione .
Quanto oscuro nell’anima ad esondare il nome del mio padrone .
Siamo universi noi / ingoiati dal tremore di questo spazio .
Siamo fame incessante di lune strappate alla notte /
nodi carnivori _arsi sotto la pelle a sconsacrare il ripudio di un dominio eretico .

©Runa

.nature of the inviting.

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questa è la mia natura
un sovrapposto di cose
come radici a forma d’acqua
in un corpo esteso che lento / vibra

questa è la mia natura
un filo d’erba addentato
nell’ora dell’ombra più accesa /
un sovrappensiero sul precipizio della ragione
un’idea che imperfetta vaga

questa è la mia natura
un muschio ardente che sopravvive alla memoria
un banco di follia che non tagli netta
se non con il limite del respiro sacro

©Runa

 

 

.p r e l u d e.

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.si distanzia il mio pensiero
.si sorprende della curiosa maliziosità
ingombrante / imbrattante
immobile quanto implodente
come l’aura del tuo corpo
che di sale mi si asciuga addosso

[sorseggio il preludio della conseguenza
con un respiro che reclama la tua voce in gola
e irriga il fiato che si riscopre d’anima indotta
alla carne mai sazia / alla sete mai vinta
ed io qui pronta lusinghiera a nutrire]

.restarò compiaciuta ?
.in ripida discesa e grondante ?
lusingata dal ricordo che imploravi dalla bocca
esondante di gioia
oltre un desiderio che non si affronta
come una stretta che mi intralcia la ragione ?

[fatti telo di pelle e palesa la tua forma
e non aver paura di saziarmi
io sono fatta di ossa e carne / e senza il tuo ambire
io non mi posso nutrire]

©Runa

ph©EvaLagren