.illusione.

sarà l’odore di questo inverno che già manca.
sarà che mi ritrovo la lingua appiccicata al silenzio
come quando al mattino m’agito per una felicità che devo zittire.
sarà _ che non è mai la stagione per chiamarti per nome.
…e allora mi ubriaco appena sulla linea sottile della ragione
che non riesce a scomporre i nostri corpi
in quell’eccesso di sopravvivenza che fa del tuo bene
il mio male _in una illusione surreale
che conto fra le distanze _ma non riesco a sopportare .

©Runa

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.assoluzione.

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affinché tu possa essere
il riflesso nella mia anima nascosta
a te mi mostro spettro _ senz’ombra
bianca di luna accolta
e gioia che mi prostra cieca

affinché tu possa essere
la leggerezza della mia pena terrena
la misericordia per il mio cuore dannato
la ballata nei letti nuziali
a te mi dono nutriente come madre

affinché la presunzione di questo vissuto scadente contempli ancora l’agognante dipendenza dall’amore,mostro a te le sfaccettature nascoste di un corpo che si è fatto suo nel possesso di materia invasata da bellezza in divenire,nel compiere il compito in prospettiva mentre a capo chino mi trascino infedele ancora una volta verso una ingovernabile .assoluzione.

©Runa

.il dolore precoce.

questa è la mia natura _una sovrapposizione di forme e cose_
come radici a forma d’acqua in un corpo esteso che si muove lento

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nodi d’ore vuote in avanzo
sul cuore si arresta la disattenzione del tempo
mentre negli specchi sprovveduti
gli occhi accumullano granelli di sale e necessità

si identifica la stesura del sospirato disarmo
in cadenze di brama lenta piegate sotto il senso della lingua
dove rintocca la tua esigenza in promesse e preghiere masticate

prole d’un dolore che precoce rifinisce il giorno
in un graffio che sbuccia i palmi e ne svuota le carezze
gronda dalla bocca il disgelo dell’amore

ho avuto poco tempo per riempire la cupola della vita
con equazioni contrarie agli avvenimenti
/ tutto tuona _rimbomba di una fretta che mi assale
di un insopportabile utopia ed insensata sovrapposizione di cose che continuo a chiamare amore

©Runa

on air now : https://www.youtube.com/watch?v=bl3aN9W4n2I

. vermiglia melodia.

vermiglia.jpg

d’affamata m e l o d i a /
arraffa il non detto il seno
interroga il cuore e mi artiglia la lingua

il mio è un pasto veloce
reclinato sulla poca ragione
incauto di un amore sordo
perso in un tonfo che senza filo
sfiora _e brucia
il cuore legato al turbinio del volere

vermiglia m e l o d i a /
spaia le parole sulla lingua
indecisa sullo scioglierne i nodi

sei il mio pasto vorace
una follia sopraggiunta nei colpi
un taglio verticale sulla fame
un tocco orgoglioso che oscilla e incupisce
gli occhi miei patinati d’amore
nel mentre fletti sul dorso il perso pudore

©Runa

.flagello e amore.

Fiorisce colpisce / Inganna ed intanto _Finisce*

flagello e amore.jpg

Intanto_mi resti addosso
con un rogo di pensieri audaci
rannicchiati intorno agli occhi
come un ombra contratta che sopravvive sui fianchi
stremati da brividi eucaristici
che assorbono il sangue dal centro del mio esistere
e non dalla bocca_colpita e sfinita

Mi lasci affamata _immobile
di una fame che sfonda l’idillio con la notte
mentre l’approccio alla carne furiosa sboccia
in un fiore e la sua spina sottile_
una fame che si intreccia con i contrasti della lingua
e sfuma in profusione con l’inutile idea
di restare fiorita e vuota

Intanto _mi lasci indomita
con una bocca inferocita
che nuda ritorna all’inganno
indomabile / accogliente / illuminata
bocca da usare per dire
che non attraverso l’amore
questo desiderio si può lenire

©Runa

*flagello e amore : Motheni

on air : https://www.youtube.com/watch?v=w2J1-uNttdo

.sigillo sul cuore.

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spire di respiri sospesi
in quiete come per un ultimo momento
accovacciati alla pelle come dipinti
o come nubi asciutte accanto alle iridi ramate

laddove è tutto buio e i fiati sono ruvidi pesti
accolte sulla conca del petto si adagiano le carezze
con un infinita assenza di parole
o come nella perdita dell’istante mai avvenuto nel nostro fluire

tutto sembra evaporare in pianto
così come negli angoli spezzati degli occhi
lasciati espiare la pena dell’ultimo addio
in nottambuli vuoti cinerei da cui è difficile uscire

mi accosto all’umidità dei fianchi
nascosta nelle esigenze che non trovano spazio
spiazzata da un desiderio che mi rende irregolare
mentre la notte mi espone al dominio di questo volere austero

vorrei che il cielo mi facesse da sigillo sul cuore
fra stelle cherubine e lune rantolanti
o in una qualunque vita nell’altrove
dove l’amore possa essere tollerabile

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=9eWewdTkghM 

 

.arresa.

 

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Appare in trasparenza questa lastra d’esistenza
sceneggiata di malinconia dove il verso del pensiero
prende forma e spasma come uno stelo arreso al vento
come _scintilla da passione al limite del respito_arreso.

Appare come un ritratto non protetto questo mondo
sconsacrato di bellezza _ribellato all’estasi
senza essere in grado di perdonarne poi l’eretica perfezione
come un poeta che sopravvive alla fame _arreso.

 

Appare così l’incompatibile altezza terrestre
ormai seppellita senza rassenerarne la lapide
come un dono che non ne nobilita la morte
nello scempio che la lascia andare nel suo scheletro a forma umana _arresa.

©Runa