.crepe. anima decimata

Oltre _le crepe buie di queste pareti .
Oltre _gli spigoli polposi di un soffitto cadente .
Oltre _le paure risorte genuflesse sulla schiena in preghiera
_ci sono gli avanzi di una volontà che dispensa coraggio
che _non si scioglie alla disperata ricerca della continuità
che_ non mormora misericordia allo scadere dei peccati
ma che _animando la voce sfocia in una scusa di fango
alla ricerca della sua pozza da riempire .

animae.jpg
[Oltre _l’anima decimata sotto uno scrittoio di stelle
c’è l’affondo mancato di una essenzialità creativa
che persevera contro se stessa
contro l’allontanarsi dell’alba ormai stanca e persa
che scuoia la pelle in un eterno perpetuo tacere]
©Runa

.l’anima decimata.

anaphenix.jpg

Oltre _le crepe buie di queste pareti .
Oltre _gli spigoli polposi di un soffitto cadente .
Oltre _le paure risorte genuflesse sulla schiena in preghiera .
_ci sono gli avanzi di una volontà che dispensa coraggio /
che non si scioglie alla disperata ricerca della notte
_che
non mormora misericordia allo scadere dei peccati
e animando la voce sfocia in una scusa di fango
che cerca la sua pozza da riempire .
Oltre _l’anima decimata sotto uno scrittoio di stelle
c’è l’affondo mancato di un’essenzialità che persevera contro se stessa /
contro l’allontanarsi dell’alba
che _come carezza_ scuoia la pelle .

©Runa

_il giardino perduto_

GPalmerini

-stropiccio l’armata del mio riflesso di vetro
nel non luogo sversato nel tempo
dove reduce da ogni volontà scolpita
mi adorna spumosa l’assenza
nel dubbioso e disordinato oblio
che a pezzi sul bordo della carne inabissata
ritrovo nelle forme ferite e cadenti
galleggianti come in una fiera di immagini oscure
ritrovate nell’altrove di un corpo che fu giardino
o angolo delle mie azioni mancanti /

ho beccato l’irrequietezza dipinta d’attesa
su di un muro con la lingua spezzata
scavalcandomi di una nullità poetica
che si fa mosaico oltre gli occhi
in versi e murali scrostati senza forza
nascosti negli involucri di una memoria frenata
e impolverita di ossa franate esattamente li /dove
l’addio si fa più leggero e rauco
se incoraggiato dal dolore
donando all’ esistenza un lato di sogno ed un ultimo rumore –

©Runa     / ph©A.Palmerini

#OmaggiodiParoleAntonioPalmerini

su _ http://wordsocialforum.com/2016/01/21/prospettive-omaggio-di-parole-ad-antonio-palmerini/#more-17351

-Scabra Assonanza-

waehrenddessen-dieZeit-verglüht-70x90_digitalwork_on-fineartper_Auflage5-plus2Ap_Hahnemuehle-photo-Rag_2015-e1443551861916

Sempre tesa nell’attesa –
filtrata nella smisurata attenzione come fossi luce
divenuta serra d’aria e poi
s_vestita di un linoleum che mi si posa addosso
come ombra im_perfetta e degna
di una dimora a corpo
che amabilmente impara a sanguinare / ad aspettare
la giusta incisa direzione senza corsia
senza esigere l’aria e la sua regola necessaria .

Sono tesa nell’attesa e nel suo disonesto silenzio .
Inciampo in parole disattente che ancora mi rosicchiano la lingua , lasciandone al cuore l’unica percezione indecifrata dalla voce / scabra assonanza di rumore che si espia dalla notte senza lasciarne vapore .

©Runa

#Omaggio_a_Jaya_Suberg

[ d a y s r e m a i n i n g ]

obscure

that inhabits the dark rooms of my being
to the junction of the night more absent
up to where even the heart retracts
and insomnia love lies
seams Eye dawn
where / in retrospect my days remaining
it drops the precious idyll I
with my soul absent
and my death trembling
©Runa

[ questo mio corpo è un oscuro senso
che abita le oscure camere del mio essere
fino al bivio delle notte più assenti
fino a dove anche il cuore si retrae
e l’insonnia dell’amore giace
sulle cuciture degli occhi all’alba
dove / in senno ai miei giorni restanti
si stilla il prezioso idillio che ho
con l’anima mia assente
e la mia morte tremante ]©Runa 

22/10/2015

[ della mancanza e di tutto il resto ]

10363693_723172497752176_8282854308402735009_n

tutto ha una forma d’accusa
una lega piegata sull’estensione caparbia
di un falò d’acciaio che acceca la notte
tutto si perde e si squama in diretta
con una visione castigata d’orgoglio
in una sciame di perdite che ne diviene poi fuoco

tutto è mancanza /

un rovescio di latte quotidiano
che si fa forza a piegarmi nel suo impulso
a colmarmi come ad attraversarmi
con un taglio netto che va da una gota all’altra /
senza frenare le risa sminuzzate da una corteccia di pelle
che mi castigano ancora
per il supporto dato al pianto

tutto / è quanto

©Runa

[ inedito 2014 ]

_VULCANO_

sayaka_maruyama_02

Acqua / Vento / e non più il freno della forma.
Stantia mi è ora la vita
con lacrima a goccia e respiro che è castigo
sul rovescio di un cammino
che scruta attento lo scatto della fuga
come una danza non fatta che a malapena si calza
smisurata d’assenza e di abbagli di fiato .

Cenere o Creta
a puntellare questo passaggio d’ere
senza parole effimere e crude
nell’ andare e tornare / come in un rovescio di polvere
che sfibra e sdruce tagli succhiati
da una violenza disumana o un orgoglio che inghiotte d’amore .

Non ho più argini sui fianchi
ma solo apnee notturne a caricarmi il ventre.
Non dimentico lo strato di terra che mi si sciogle addosso
negli orli della notte dove
ti cammino ancora addosso e di te prendo vita
lacerata ma mai dimenticata .

©Runa / inedito 2015