L’inverno .adesso.

fbmilia

l’inverno è arrivato sulla mia pelle scabra
a bocca aperta / asciutta
in un andirivieni di versi morsi e pianti indotti_
e c’è solo la memoria [ ora ]
ad estinguere il solco blindato del mio essere
che sgranocchia a battiti lenti
il lutto del mio vivere inesistente

mi pervade [ ora ]
il misticismo celebrato dalla notte
che implicito placa apparentemente su di me
la riproduzione esatta del dolore
tornato dall’inferno per ritrovarmi ancora carne
e buio se serve
per un canto maledetto che a denti stretti mi smeriglia il nome

l’inverno è arrivato sul mio esalato difetto
disadornando le stanze vuote con silenzio di piombo
e teli d’organza per dirmi [ ancora ]
quanto la luce del sonno intatto possa nuovamente nuocere
al cigolio del mio ricordo arginato_
insaziato dall’esilio in terra rossa
dove striscio e nutro il mio cuore sanguinante

©Runa

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[ c a u s a . e d . e f f e t t o ]

c’è una causa nelle parole /
un effetto di grazia e dolore che avvampa sulla lingua
masticata voracemente da tutte quelle parole non dette
e coraggiosamente tenute dentro
fino all’impasto necessario con il cuore
dove non sempre tutto palpita appagante
di un essenza che accellera il vissuto e ti schianta
contro la vetrata di pelle da cui non sai uscire
cats
c’è un effetto di paura nella causa delle parole /
un mosto rosso sangue che si apre dalle ossa
e scarnifica tutto ciò che assemblava la verità
fra gli spazi di un respiro respinto
e il dondolio nel vuoto della vita
che con lacci di pianto si lega
a quell’ultimo cielo di passaggio nella memoria
di una farsa mai scritta
sul ruvido delle nuvole nere apparse
nell’oblio della notte
© Runa