.un desiderio necessario.

la pelle si spezza
tesa fra gli avverbi celati
muti e mutevoli
negli incontri che si scontrano
come un confronto empatico
tra la lingua e gli occhi .

è un desiderio necessario
l’altrove , scintilla che punge
ma non ne riproduce il dolore .
tesa ,fuori da ogni controllo ,
una patina di zucchero
che non riesco a dilatare .

assecondo il richiamo
di piccole stille rosse
frapposte sul tacere
di un suono che si fa contrasto
con il corpo che ebbi
e l’anima che fui .

dis_imparo ogni volta
ad ogni nuova vita .
dove le ombre tacciono
i miei occhi ammiccano .
incontrollato è il sangue
che urla sulla polvere accumulata .

©Runa

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.flagello e amore.

Fiorisce colpisce / Inganna ed intanto _Finisce*

flagello e amore.jpg

Intanto_mi resti addosso
con un rogo di pensieri audaci
rannicchiati intorno agli occhi
come un ombra contratta che sopravvive sui fianchi
stremati da brividi eucaristici
che assorbono il sangue dal centro del mio esistere
e non dalla bocca_colpita e sfinita

Mi lasci affamata _immobile
di una fame che sfonda l’idillio con la notte
mentre l’approccio alla carne furiosa sboccia
in un fiore e la sua spina sottile_
una fame che si intreccia con i contrasti della lingua
e sfuma in profusione con l’inutile idea
di restare fiorita e vuota

Intanto _mi lasci indomita
con una bocca inferocita
che nuda ritorna all’inganno
indomabile / accogliente / illuminata
bocca da usare per dire
che non attraverso l’amore
questo desiderio si può lenire

©Runa

*flagello e amore : Motheni

on air : https://www.youtube.com/watch?v=w2J1-uNttdo

.sigillo sul cuore.

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spire di respiri sospesi
in quiete come per un ultimo momento
accovacciati alla pelle come dipinti
o come nubi asciutte accanto alle iridi ramate

laddove è tutto buio e i fiati sono ruvidi pesti
accolte sulla conca del petto si adagiano le carezze
con un infinita assenza di parole
o come nella perdita dell’istante mai avvenuto nel nostro fluire

tutto sembra evaporare in pianto
così come negli angoli spezzati degli occhi
lasciati espiare la pena dell’ultimo addio
in nottambuli vuoti cinerei da cui è difficile uscire

mi accosto all’umidità dei fianchi
nascosta nelle esigenze che non trovano spazio
spiazzata da un desiderio che mi rende irregolare
mentre la notte mi espone al dominio di questo volere austero

vorrei che il cielo mi facesse da sigillo sul cuore
fra stelle cherubine e lune rantolanti
o in una qualunque vita nell’altrove
dove l’amore possa essere tollerabile

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=9eWewdTkghM 

 

.s e a r c h.

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sono alla ricerca di un dato di fatto
di un atto elaborato / a ritroso nella memoria
dove ormai è impossibile tradursi
[ anche quando è freddo e le verità sono ormai nascoste ]

sono alla ricerca di un assolo infinito
una luce che viola le regole della notte
e con clemenza si lascia passare / senza nutrirsi
[ anche quando la scelta è un unico bivio e nel dilemma non ti ci puoi tuffare ]

sono alla ricerca del giusto distacco
di un segno che porti il mio nome
a cui posso ridar vita senza tornare in vita
[ anche quando manca l’essenziale ed il cuore riparte nudo ]

©Runa

.echo.

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I take out my tongue
and without having the desire to rediscover the taste of the night
I swallow a piece, little by little,
not to forget that I can drown in it
like when I have your hands on your hips
your tongue in your throat,
your fury in the urgency of my madness.

I take out my tongue
and I announce to silence,
attraversandoti
I gently adore you in you, without echo
I let myself be taken, eat, exhausted
because it’s the only way I can get back to me
dying
it’s through you

©Runa

 

L’inverno .adesso.

fbmilia

l’inverno è arrivato sulla mia pelle scabra
a bocca aperta / asciutta
in un andirivieni di versi morsi e pianti indotti_
e c’è solo la memoria [ ora ]
ad estinguere il solco blindato del mio essere
che sgranocchia a battiti lenti
il lutto del mio vivere inesistente

mi pervade [ ora ]
il misticismo celebrato dalla notte
che implicito placa apparentemente su di me
la riproduzione esatta del dolore
tornato dall’inferno per ritrovarmi ancora carne
e buio se serve
per un canto maledetto che a denti stretti mi smeriglia il nome

l’inverno è arrivato sul mio esalato difetto
disadornando le stanze vuote con silenzio di piombo
e teli d’organza per dirmi [ ancora ]
quanto la luce del sonno intatto possa nuovamente nuocere
al cigolio del mio ricordo arginato_
insaziato dall’esilio in terra rossa
dove striscio e nutro il mio cuore sanguinante

©Runa

Fiore [. recisa .]

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Son sempre riuscita a ripartire dagli spazi che vuoti mi son lasciata alle spalle , annerendone ogni angolo con speranze e voci della mia anima [solitaria].
Ho saputo essere sempre quella vivida luce esposta alla notte , un’essenza che si riscrive sui muri sbiancati da ciò che chiamano destino.
In questo momento della mia vita ho un laccio che mi stringe il flusso del sangue , al collo come alla memoria. Sui polsi e fra le mani ho segni che mi ricordano che sono viva , e incessantemente nei giorni a venire lo sarò ancora , nonostante il livido del respiro che mi potrà addormentare sarà di un inverno già morto.
Non mi rimane che Essere in questa nuova possibilità .
Non mi resta che questa storia per sentirmi stretta ad un desiderio che ho raggiunto collegandone i colori.
Non mi resta che avere spine nel fianco per sentirmi quel fiore che vive [ reciso ].
©Runa