.d o v e.

rapidheartmovement

d o v e porterò mai questa memoria mia /

dall’alto sipario di una vita grave avidamente si allontana
il rosso fluttuante del cuore
troppo spesso inadeguato all’adagio delle più dolci attese /

d o v e se non al cospetto delle derive /

dinanzi a tragitti murati vivi
come a placare il distacco sancito dal lutto o a cogliere disonestamente il meglio di una .me. non ancora scritto /

d o v e mi ritroverò cieca nuovamente /

dolente e incurabile oltre le previsioni
con più di una croce da appendere al cuore e con un petalo a serrarmi l’ombra concessa da quell’ultimo sole

©Runa
ph©RapidHeartMovement

-Scabra Assonanza-

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Sempre tesa nell’attesa –
filtrata nella smisurata attenzione come fossi luce
divenuta serra d’aria e poi
s_vestita di un linoleum che mi si posa addosso
come ombra im_perfetta e degna
di una dimora a corpo
che amabilmente impara a sanguinare / ad aspettare
la giusta incisa direzione senza corsia
senza esigere l’aria e la sua regola necessaria .

Sono tesa nell’attesa e nel suo disonesto silenzio .
Inciampo in parole disattente che ancora mi rosicchiano la lingua , lasciandone al cuore l’unica percezione indecifrata dalla voce / scabra assonanza di rumore che si espia dalla notte senza lasciarne vapore .

©Runa

#Omaggio_a_Jaya_Suberg

Il Pianto in Parti Uguali

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Continuo a sostituire il cuore con piccoli spazi che rammendo fra le mani e il polso
raccolti al collo per farmi sentire ancora quel brivido che di vita parla .
Mi divido in parti uguali su questa terra
e lo faccio attraverso la carne che mi ristora dal dolore
e dal tempo immemore di parole
come un fruscio di carta caduto sul corpo
a dirmi di scrivermi dentro quello che ancora alla voce non muore .
Avevo sperato di avere più aria nella bocca per poter dire
senza urlare / di quella paura che lenta mi affanna
e mi affama di un respiro che fa invidia alla notte
e a quella paura che lascia il segno sulle gote
frusciante di colare
che ammortizza il pianto e il suo elettrico vizio .
©Runa
24/06/2014

Nero su Nero

ph©Rosangela Betti
rosangela betti pH

ho moltiplicato ogni parola /
le ho segnate di nero sul cuore
piegandole come la notte
nell’attimo prima che esploda
e si faccia incarnato buio
sul mio corpo convesso esposto
fra te e le costole scomposte

ho decimato ogni respiro / bianco
intriso di dis.gelo e anima smisurata
che con fotogrammi di luna dipartono altrove
fra scaglie di lingua inchiodate al costato
convulse come vermi
a flagellarmi poi dentro
di una memoria ormai fatta di legno
come un pugnale scarno che elude la vita

sono stata gravida di ogni tua forma /
un rifugio d’acqua per ogni tua radice
sono stata naufraga e mai r.accolta a riva
un bruco mai nato con ali già rotte
/ sono stata un grembo fertile
per il tuo delirio
e la mia ennesima morte /

©Rosaria Iuliucci

[ in transito ]

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Gravidano senza peso sulle spalle i silenzi avvertiti in questo mattino aperto che nostalgico scende a patti con la sola voce che mi resta , avida dell’ultimo tempo appeso alle sole tracce di vento .
Mi scruta il presente , brusco è il suo appoggio sotto al mento che mi tiene lontana la voce , arginata dalle infinite verità nascoste nell’ombra di un futuro appeso allo sguardo che di nascosto copro placandone la pace .
E’ un emblema il mio stesso sentire , una delizia verso un’unica croce che porto nel cuore , una dolente attenzione che copiosa si serra sotto le ombre di una nebbia tagliata fine , ancora in vita , ceduta in corsa verso questa ricerca che mi terrà al riparo dal pianto , in una conca d’oro che senza presunzione non nuoce e non mi spoglia dal successivo dolore .
Mio malgrado è cosi che attendo ancora il fiato e la sue affinità con l’aria , ho scoperto di poter essere in ogni angolo di questa vita.

ph©Veronika Gilkovà / words©Runa

.sono senza testa.

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sono senza .testa. / sono senza .cuore.
sono un abbacinante luce che si contorce da sola
nella spasmodica ricerca di un buio che mi si posi addosso
.docile. / senza pretesa di carne .dentro.
e che mi faccia sua [ bruciante ] come petalo arso al sole
sono senza .pagina. / non sono mai stata .scritta.
sono un muro di carta privo d’edera
una foglia senza linfa
.selvatica. / senza saperne succhiare il peccato
come da questa vita [ che mi buca e mi butta via ]
©Runa / ph©Whitney Justesen

_dalla mia pelle in poi_

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il silenzio nella camera prende vita
e con esso il nome tuo
vinto di quella capacità di guardarmi dentro / attraverso /
che tramite l’attesa prende forma /
e poi tu / la tua .

il silenzio di questa camera ha la sua vita /
il suo silenzio a ticchettare intorno al letto
spinto e sospinto dall’odore che sale /
dalla mia pelle in poi .
©Runa

[ordino] .memorie.

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ordino le memorie accanto ai passi andati /
accartocciati in lidi arcani /
privi di spine e dalle rose spoglie /
nere .

ho amato ogni fiore del mio piccolo giardino /
ogni candida foglia vellutata accarezzata dal vento .

oggi restituisco a grappoli di sale questo mio spoglio prato /
un solco ormai avariato d’inesistente consistenza /
un malaffare per la mia corazza franata .
©Runa

im.pure

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ho chiesto al cuore che tutto questo mi fosse risparmiato .
ho chiesto alla notte di non essere evacuata dal suo nero profondo .
oblio zuccherato di stelle che mi bacia dalla bocca in poi
per farmi essere a conoscenza di tutto e niente .
per essere viva e scegliere di morire / e di morire per poter dire di aver vissuto .

ho chiesto alla marcia delle mie preghiere che tutto questo si fermasse .
ho chiesto alla pazzia di donarmi un barlume di luce e che la verità mi fosse negata .
ho scansionato ogni centimetro del mio corpo pur di non svelare la mia intima follia .
e mi sono sminuita per poter amare ancora / mi sono flagellata per riuscire a sentirmi il cuore / mi sono rinnegata per poter riemergere nel solenne riso dell’ indimenticato Demone .

[ tutto questo è una purezza lezza ]
©Runa

M’è testimone il mare

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C’è stato il mare a remarmi contro
e la terra a tenerne conto
che ora non so più come tenere le mani ferme
il corpo teso e la mente vuota
in quest’oblio che mi adorna il cuore
di un metallo che mi avanza dentro
e non mi lascia libera di morire

Mi son fatta d’amore / da sola
Mi son bucata le vene / con il terrore
Mi sono sommersa nella piena
delle mie stesse pozzanghere di pianto

Ma c’è ancora un fluido che m’assorbe dal pio dolore
Un ritrovo di furie in costante attesa
di questa massa d’ossa che si lega alle stelle
nelle ultime notti in cui
essere normale è una fame contorta
evacuata dalla bocca
e piegata come la luna

©Runa

[ a te ]

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con mano tesa
ti tengo stretto
come un sigillo
marchiato sul petto
flessibile sul cuore
senza recarti dolore

Io peso il tuo nome dalle labbra
Ti indosso d’ambivalente amore
Sei un brivido che freme e brucia
di una fiamma alta
che placa l’inferno che ho dentro

©Runa

– a d o g n i o r a –

___(27)_by_EeksEye

non arrivo mai alla conclusione del giorno
non riempio mai completamente lo spazio della notte .
accade sempre – ad ogni ora –
ch’io continui a perdermi per poi ritrovarmi
come un vizio da cui non so scappare
una gabbia d’oro in cui non riesco a volare .

non arrivo mai a vedere il mio essere del tutto completo
non mi eseguo in ciò che indosso
e mi nego d’ogni colore dissociato all’anima .

è un continuo mescolarmi – un eterno assentarmi –
un tremore morbido che mi esce dal corpo
ed evapora da solo senza che io me ne accorga .
non arrivo mai alla mia conclusione
e non ho prudenza nelle altre parole .
sono e sarò una piega di questa pelle che non si spiega
un grembo aperto dall ‘eterno travaglio
un fiume violento che d’ acqua si stagna .
©Runa