.echo.

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I take out my tongue
and without having the desire to rediscover the taste of the night
I swallow a piece, little by little,
not to forget that I can drown in it
like when I have your hands on your hips
your tongue in your throat,
your fury in the urgency of my madness.

I take out my tongue
and I announce to silence,
attraversandoti
I gently adore you in you, without echo
I let myself be taken, eat, exhausted
because it’s the only way I can get back to me
dying
it’s through you

©Runa

 

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.the words that come betrayed.

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not exactly the words that come betrayed
not by a stem flowered you translate into life
not from the brink of your will that resurface

ooze his soul is precious
lay the hard way in life is to break down it
without rules, without hesitation

not exactly out of the mouth that comes a kiss
not by the frivolity of a gesture that you find pleasure
It is not within the boundary of your identity that you can intrude

grab the hottest hours, you strike the sun with your crying
made poison precious facts reverb absinthe
and ascend fair in your most candid madness

©Runa

Il Pianto in Parti Uguali

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Continuo a sostituire il cuore con piccoli spazi che rammendo fra le mani e il polso
raccolti al collo per farmi sentire ancora quel brivido che di vita parla .
Mi divido in parti uguali su questa terra
e lo faccio attraverso la carne che mi ristora dal dolore
e dal tempo immemore di parole
come un fruscio di carta caduto sul corpo
a dirmi di scrivermi dentro quello che ancora alla voce non muore .
Avevo sperato di avere più aria nella bocca per poter dire
senza urlare / di quella paura che lenta mi affanna
e mi affama di un respiro che fa invidia alla notte
e a quella paura che lascia il segno sulle gote
frusciante di colare
che ammortizza il pianto e il suo elettrico vizio .
©Runa
24/06/2014

Nero su Nero

ph©Rosangela Betti
rosangela betti pH

ho moltiplicato ogni parola /
le ho segnate di nero sul cuore
piegandole come la notte
nell’attimo prima che esploda
e si faccia incarnato buio
sul mio corpo convesso esposto
fra te e le costole scomposte

ho decimato ogni respiro / bianco
intriso di dis.gelo e anima smisurata
che con fotogrammi di luna dipartono altrove
fra scaglie di lingua inchiodate al costato
convulse come vermi
a flagellarmi poi dentro
di una memoria ormai fatta di legno
come un pugnale scarno che elude la vita

sono stata gravida di ogni tua forma /
un rifugio d’acqua per ogni tua radice
sono stata naufraga e mai r.accolta a riva
un bruco mai nato con ali già rotte
/ sono stata un grembo fertile
per il tuo delirio
e la mia ennesima morte /

©Rosaria Iuliucci

[ in transito ]

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Gravidano senza peso sulle spalle i silenzi avvertiti in questo mattino aperto che nostalgico scende a patti con la sola voce che mi resta , avida dell’ultimo tempo appeso alle sole tracce di vento .
Mi scruta il presente , brusco è il suo appoggio sotto al mento che mi tiene lontana la voce , arginata dalle infinite verità nascoste nell’ombra di un futuro appeso allo sguardo che di nascosto copro placandone la pace .
E’ un emblema il mio stesso sentire , una delizia verso un’unica croce che porto nel cuore , una dolente attenzione che copiosa si serra sotto le ombre di una nebbia tagliata fine , ancora in vita , ceduta in corsa verso questa ricerca che mi terrà al riparo dal pianto , in una conca d’oro che senza presunzione non nuoce e non mi spoglia dal successivo dolore .
Mio malgrado è cosi che attendo ancora il fiato e la sue affinità con l’aria , ho scoperto di poter essere in ogni angolo di questa vita.

ph©Veronika Gilkovà / words©Runa

.sono senza testa.

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sono senza .testa. / sono senza .cuore.
sono un abbacinante luce che si contorce da sola
nella spasmodica ricerca di un buio che mi si posi addosso
.docile. / senza pretesa di carne .dentro.
e che mi faccia sua [ bruciante ] come petalo arso al sole
sono senza .pagina. / non sono mai stata .scritta.
sono un muro di carta privo d’edera
una foglia senza linfa
.selvatica. / senza saperne succhiare il peccato
come da questa vita [ che mi buca e mi butta via ]
©Runa / ph©Whitney Justesen

– a d o g n i o r a –

___(27)_by_EeksEye

non arrivo mai alla conclusione del giorno
non riempio mai completamente lo spazio della notte .
accade sempre – ad ogni ora –
ch’io continui a perdermi per poi ritrovarmi
come un vizio da cui non so scappare
una gabbia d’oro in cui non riesco a volare .

non arrivo mai a vedere il mio essere del tutto completo
non mi eseguo in ciò che indosso
e mi nego d’ogni colore dissociato all’anima .

è un continuo mescolarmi – un eterno assentarmi –
un tremore morbido che mi esce dal corpo
ed evapora da solo senza che io me ne accorga .
non arrivo mai alla mia conclusione
e non ho prudenza nelle altre parole .
sono e sarò una piega di questa pelle che non si spiega
un grembo aperto dall ‘eterno travaglio
un fiume violento che d’ acqua si stagna .
©Runa