im.pure

tumblr_mggteeXDgN1rvgos1o1_500

ho chiesto al cuore che tutto questo mi fosse risparmiato .
ho chiesto alla notte di non essere evacuata dal suo nero profondo .
oblio zuccherato di stelle che mi bacia dalla bocca in poi
per farmi essere a conoscenza di tutto e niente .
per essere viva e scegliere di morire / e di morire per poter dire di aver vissuto .

ho chiesto alla marcia delle mie preghiere che tutto questo si fermasse .
ho chiesto alla pazzia di donarmi un barlume di luce e che la verità mi fosse negata .
ho scansionato ogni centimetro del mio corpo pur di non svelare la mia intima follia .
e mi sono sminuita per poter amare ancora / mi sono flagellata per riuscire a sentirmi il cuore / mi sono rinnegata per poter riemergere nel solenne riso dell’ indimenticato Demone .

[ tutto questo è una purezza lezza ]
©Runa

Annunci

– a d o g n i o r a –

___(27)_by_EeksEye

non arrivo mai alla conclusione del giorno
non riempio mai completamente lo spazio della notte .
accade sempre – ad ogni ora –
ch’io continui a perdermi per poi ritrovarmi
come un vizio da cui non so scappare
una gabbia d’oro in cui non riesco a volare .

non arrivo mai a vedere il mio essere del tutto completo
non mi eseguo in ciò che indosso
e mi nego d’ogni colore dissociato all’anima .

è un continuo mescolarmi – un eterno assentarmi –
un tremore morbido che mi esce dal corpo
ed evapora da solo senza che io me ne accorga .
non arrivo mai alla mia conclusione
e non ho prudenza nelle altre parole .
sono e sarò una piega di questa pelle che non si spiega
un grembo aperto dall ‘eterno travaglio
un fiume violento che d’ acqua si stagna .
©Runa

Mai Vinti

5056082104_dec83f6b72_o

A quanto pare nulla mi vince . Neanche questo mio cuore .
Fermo e silenzioso a battersi nel petto , nell’incessante incoraggiamento del sangue a pulsare di una vitalità che si raggrinza fra le crepe di un seno che fu di madre , un tempo , e di donna amante ancor prima , sotto il suo tormentato vento .
Fui nuda , seppi esserlo , e seppi tenere a bada il gelo arrampicandomi sulla sua pelle calda , e tremante più di una fiamma esposta al cielo aperto .
Si perchè noi non avemmo mai una casa in cui amarci .
Non avemmo mai un tetto sotto cui coprirci .
Non avemmo mai un letto dove piangere le nostre promesse .
Fummo cosi liberi , cosi pieni di peccato da farne coraggio e forza .
Fummo mimetizzati dalla rabbia e da tutto ciò a cui appartemenno negli anni , dolore compreso , amore compreso , e morte compresa .
Fummi nudi , sgargianti della sola nostra pelle abbracciata .
Fummo un solo pianto , un solo bacio , un solo giorno .
Fummo cosi spremuti da tutto cò che potrevamo essere che le nostre mancanze oggi ci riempiono , ancora di quel dolore , ancora di quella promessa , ancora di quella morte .
E a quanto pare nulla oggi ci vince . Neanche il nostro cuore .
Cosi dolorante , cosi mancante di forza , cosi silenzioso di notte .

©Runa

eh si !

96b64ac1d35961db0b0a0758f32bc537
…eh sì!
basta quest’aria di mosto 
a inebriarci l’anima 
s’infila dentro l’alba a singhiozzi
quasi fosse una preghiera
che s’ incarna al perdono
coricandosi sul ventre di notti ubriache
in un traverso d’ ore distese
che mi stringono come un fiocco al cuore.
Il miele cola denso,
senza grazia ,ne dolore
in quel bacio senza tempo
di donna fatta sale.
L’eco del suo ultimo vagito
s’unisce al grembo di donna fatta terra
…eh sì!
questo cielo esige il suo vento
Capita sai, 
che io esiga gli occhi tuoi .
Lorena Centofanti©Runa
26.09.2014

Mutabile Venia

tumblr_mjfjg49cRI1qbfc98o1_412

Sono lontana / mutabile verità che si aggancia alla testa .
Fitta di memoria informe / randagia come solo una bestia [ nel cuore ] sa essere .
_chiedo verità_
e venia per questo mio petto dolorante
da cui non so estrarre che sangue
Filante e Freddo che mi arriva ai piedi e non mi fa restare dritta .

Sono lontana / anni luce e priva di occhi
da un’era che non mi sa terminare dalle braccia
e in esse mi invecchia / di una bellezza che quasi odio .
_tremo_
per uno spettacolo che a fiotti si adempie senza sosta
sul capo e come pianto fra le mani

©Runa

A Malapena il Destino

Immagine

Passeggio piano, nelle stanze del mio Io
lasciando impalpabili impronte
tracce sospese, di pensieri in divenire.
Di tanto in tanto appare il sole
come orma unta di un raggio che non tocca fondo
e rammenda i passi
senza spine inchiodati a terra

Predispone la sua trama la vita,
quei rivoli di luce, a schiarirmi lo sguardo
nel respiro di un buio che sempre sovrasto
sono come un oltraggio ai colori che seppi vedere
pesantemente appoggiati ad un corpo
che oggi si intarsia di sfumature bruciate
appannate e appoggiate su un vetro di mare

[ a malapena disturbo il destino / lo lascio annegare nelle infamie delle poche acque rimaste / in quei punti d’orizzonte in cui ancora i miei occhi sanno bagnarsi e indorarsi di un verbo salino che sale fra le ciglia e il pensiero / nell’attimo in cui in nell’oscuro di una percepita notte si arrampicano i pensieri e sbiadisce la memoria ]

AlchimiaDiAnime© NellAnimaMia /©  Runa

[.carne fresca.]

Sei /di quella tranquillità che si fa carne
sdoppiata dalla visione di un sogno che si beve
come dalla bocca al corpo
in un crescendo esistenziale di senso
che brucia ai lati dei fianchi
e migra fluido fra le gote

Sei / la superiorità dei nervi
un’idea che stride fra i denti
fino all’inverosimile ascolto
di una voce muta esangue e dolce
impallidita dall’eco del ventre
e le sue desertiche scosse imbavagliate

Sei / quella paurosa meraviglia che si avvera
in un desiderio che dalla polvere prende forma
stretta in assurdi gambi di volere
masticati dalla forza di un grembo
segnato dall’incubo di una notte novizia
rigettata sotto il segno di pelle

” se c’è un senso a tutto questa perdita di ragione ..sei tu
che in un perpetuo avvinghiarti all’esalazione del cuore
macini caparbiamente il tuo ultimo battito
come fosse sale lavico a rigirarti l’estasi ”

 

Image

c’è una profondità di senso in questa assenza avversa che si fa cinghia di pelle asciutta fra i fianchi vuoti di fiati / come un’interazione di carezze e desiderio che fiorisce appena ci si rende conto che a volerlo si geme di un impulso vitale che ti porta fin oltre l’astratta sembianza di un mondo di carne .
c’è un onore che va rispettato , un altare che va pregato , un’idea che va zuccherata degnamente a manciate di baci e rivoli di brividi , come quando stacchi la testa dal corpo e le ossa sono un’estensione esatta del muscolo che ti priva della ragione .
sentirsi legate a questo strappo di vita è un sogno da cui non bisogna negarsi , è una mareggiata di ossigeno che si fa strumento a partire dalle cosce …è una balaustra che ti lancia stelle , pungenti come chiodi che ti affiorano sul seno .
©Runa