.recidiva.

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_ e intanto la toppa che ho messo sul cuore si strappa
Io / dolente e furiosa come in groppa ad un groppo
resto razionale dinanzi a questo mio dolore .

Oh ! Mia pena che intanto mi accarezzi
docile e assente nel rigirarti nelle angoscie
strappa / strappa via questa toppa infetta
e greve di pace assopisciti sul mio cuore
senza lenire sulle memorie andate .
_le hai contate le mie primavere ?
_li hai inseguiti i miei inverni ?
_hai assaggiato il mio sangue ?

dunque / in questa alternanza di tormenti
scalda il tuo unguento e non vergognarti di restarmi dentro
sono in grado di tirar fuori da questo costato
la miglior morte necessaria nel tuo nome
ed io / recidiva a questa vita
rivivrò in vanesie vili ed epidermidi rafferme
per disconoscerne il posto
che mi rende carceriera del mio stesso stato secrezionale

_e intato la toppa che hai strappato da questo cuore
rientra infetta con il simularne sensi
ed io / nel nome di Dio sotto la madre Luna
declino .

©Runa

.messa al mondo.

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se avessi resistito
al sussurro della vampa del fuoco

se avessi avuto la facoltà di ignorarne il calore
il silenzio / sarei sopravvissuta
a quella calura che a picco sulla pelle
mi ha segnata il senso di cui sono fatta
da cui sono nata

se avessi avuto il giusto sentore
e avessi rischiato di schiudermi in quel tordo rumore
allora si che sarei riuscita a scivolarmi dentro
in un battito di ciglia sarei naufragata nella mia più audace solitudine
e mi sarei arresa sul filo del tempo
addormentandomi in sogno senza sofferenza
senza risveglio

se avessi resistito
sarei stata messa al mondo dalla vampa calda del fuoco
e non avrei avuto tempo ne furia per sentirmi in questa vita -incerta –

©Runa

. figlia del silenzio.

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Io sto parlando con una persona che non esiste /
Sono in contatto con un’anima glaciale che del suo amore ne ha illuminato il buio /
Io sto vivendo in un corpo che non ha più vita / e respiro di un fiato che è figlio del vuoto_ del silenzio e alla sua naturale forza di resistere_

Ho arruginito per tempo le ossa 
e sono trapassata dalla carne al gambo di un fiore senza cedere
/ ancora il cuore può avere quell’ultimo sussulto come aria carnivora che non solo di sangue si nutre /

©Runa

.la consapevolezza dell’odio.

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Vorrei avere la consapevolezza dell’odio /
quell’inconscio sentire
che oscilla fra la ragione e il sentimento .

Senza buonismo .

Essere un veto nero sulle parole da dire /
da dire e da accartocciare
come sapori sanguigni sulla lingua .

Senza approvazione .

Vorrei solo avere la consapevolezza della carenza d’affetto /
e convertire quest’anima sigillata alla notte
nel ripetersi del patimento .

Senza pentimento .

©Runa

 

 

.un conflitto senza nome.

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C’è un conflitto sempre aperto
fra la voce che ne raccoglie condensa
e l’anima che con forza la trattiene a se .

È un continuo esporsi grafico .
Un dettagliato dolore che si oscura nelle sue preghiere più intime .

C’è una continua proiezione di luce
per questo mio lesionato amore
come una malattia che non trova guarigione .

©Runa

 

.soul snow.

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di neve e carta sono fatta
di trama senza storia [ se non la mia ]
di voglia mai dissolta [ se non la tua ]
di corpo che inciampa distrattamente
in quella tenerezza che distorce l’accadere
nel mentre del filare la ragione
come pittrice mi eseguo
sbocciando folle in piccoli gesti
dimenticando poi il mio nome
ricoprendomi dunque di nuove lune

[il rumore più forte ha lo stesso silenzio di noi] ©Runa

.d o v e.

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d o v e porterò mai questa memoria mia /

dall’alto sipario di una vita grave avidamente si allontana
il rosso fluttuante del cuore
troppo spesso inadeguato all’adagio delle più dolci attese /

d o v e se non al cospetto delle derive /

dinanzi a tragitti murati vivi
come a placare il distacco sancito dal lutto o a cogliere disonestamente il meglio di una .me. non ancora scritto /

d o v e mi ritroverò cieca nuovamente /

dolente e incurabile oltre le previsioni
con più di una croce da appendere al cuore e con un petalo a serrarmi l’ombra concessa da quell’ultimo sole

©Runa
ph©RapidHeartMovement