[ nasco.sta ]

silent

inizio daccapo /
con una croce rovesciata sul cuore
.un pugnale di fuoco che mi reclina la memoria
dal grembo e in fuori
come un cantico partoriente che mozza il sangue
e il suo fluire a foce

posso ricordarmi di essere nata in questa vita
.con possessione avvinghiarmi alla sua terra
e programmare la mia stessa dipartita
da un luogo che mi si apre sotto
e mi inghiotte
come fossero polsi aperti voraci d’aria

inizio dal punto in cui ho perso /
scricchiolando con ossa affrante verso
le spalle di un muro di carne
che non placa questa mia irragionevole voglia
di essere una chiesa profanata da Dio
di essere un Dio _nascosto alla morte

©Runa / inedito 2015

Annunci

Il Pianto in Parti Uguali

10447038_1021642194527074_3998880589195658787_n

Continuo a sostituire il cuore con piccoli spazi che rammendo fra le mani e il polso
raccolti al collo per farmi sentire ancora quel brivido che di vita parla .
Mi divido in parti uguali su questa terra
e lo faccio attraverso la carne che mi ristora dal dolore
e dal tempo immemore di parole
come un fruscio di carta caduto sul corpo
a dirmi di scrivermi dentro quello che ancora alla voce non muore .
Avevo sperato di avere più aria nella bocca per poter dire
senza urlare / di quella paura che lenta mi affanna
e mi affama di un respiro che fa invidia alla notte
e a quella paura che lascia il segno sulle gote
frusciante di colare
che ammortizza il pianto e il suo elettrico vizio .
©Runa
24/06/2014

– a d o g n i o r a –

___(27)_by_EeksEye

non arrivo mai alla conclusione del giorno
non riempio mai completamente lo spazio della notte .
accade sempre – ad ogni ora –
ch’io continui a perdermi per poi ritrovarmi
come un vizio da cui non so scappare
una gabbia d’oro in cui non riesco a volare .

non arrivo mai a vedere il mio essere del tutto completo
non mi eseguo in ciò che indosso
e mi nego d’ogni colore dissociato all’anima .

è un continuo mescolarmi – un eterno assentarmi –
un tremore morbido che mi esce dal corpo
ed evapora da solo senza che io me ne accorga .
non arrivo mai alla mia conclusione
e non ho prudenza nelle altre parole .
sono e sarò una piega di questa pelle che non si spiega
un grembo aperto dall ‘eterno travaglio
un fiume violento che d’ acqua si stagna .
©Runa

Mai Vinti

5056082104_dec83f6b72_o

A quanto pare nulla mi vince . Neanche questo mio cuore .
Fermo e silenzioso a battersi nel petto , nell’incessante incoraggiamento del sangue a pulsare di una vitalità che si raggrinza fra le crepe di un seno che fu di madre , un tempo , e di donna amante ancor prima , sotto il suo tormentato vento .
Fui nuda , seppi esserlo , e seppi tenere a bada il gelo arrampicandomi sulla sua pelle calda , e tremante più di una fiamma esposta al cielo aperto .
Si perchè noi non avemmo mai una casa in cui amarci .
Non avemmo mai un tetto sotto cui coprirci .
Non avemmo mai un letto dove piangere le nostre promesse .
Fummo cosi liberi , cosi pieni di peccato da farne coraggio e forza .
Fummo mimetizzati dalla rabbia e da tutto ciò a cui appartemenno negli anni , dolore compreso , amore compreso , e morte compresa .
Fummi nudi , sgargianti della sola nostra pelle abbracciata .
Fummo un solo pianto , un solo bacio , un solo giorno .
Fummo cosi spremuti da tutto cò che potrevamo essere che le nostre mancanze oggi ci riempiono , ancora di quel dolore , ancora di quella promessa , ancora di quella morte .
E a quanto pare nulla oggi ci vince . Neanche il nostro cuore .
Cosi dolorante , cosi mancante di forza , cosi silenzioso di notte .

©Runa

eh si !

96b64ac1d35961db0b0a0758f32bc537
…eh sì!
basta quest’aria di mosto 
a inebriarci l’anima 
s’infila dentro l’alba a singhiozzi
quasi fosse una preghiera
che s’ incarna al perdono
coricandosi sul ventre di notti ubriache
in un traverso d’ ore distese
che mi stringono come un fiocco al cuore.
Il miele cola denso,
senza grazia ,ne dolore
in quel bacio senza tempo
di donna fatta sale.
L’eco del suo ultimo vagito
s’unisce al grembo di donna fatta terra
…eh sì!
questo cielo esige il suo vento
Capita sai, 
che io esiga gli occhi tuoi .
Lorena Centofanti©Runa
26.09.2014

Mutabile Venia

tumblr_mjfjg49cRI1qbfc98o1_412

Sono lontana / mutabile verità che si aggancia alla testa .
Fitta di memoria informe / randagia come solo una bestia [ nel cuore ] sa essere .
_chiedo verità_
e venia per questo mio petto dolorante
da cui non so estrarre che sangue
Filante e Freddo che mi arriva ai piedi e non mi fa restare dritta .

Sono lontana / anni luce e priva di occhi
da un’era che non mi sa terminare dalle braccia
e in esse mi invecchia / di una bellezza che quasi odio .
_tremo_
per uno spettacolo che a fiotti si adempie senza sosta
sul capo e come pianto fra le mani

©Runa

I m m o b i l e [ i m m e m o r e ]

Image

i m m o b i l e 
in una sequenza di notte
che non mi appartiene come il buio
quello profondo e avverso
che si avvera negli occhi
come quando ri_vivo
la sola forma da cui riconosco
il mio nome e le mani
come fossero metafore di una vita
che a malapena si aggrappa
al ciglio d’ossa che si espongono nel corpo

i m m e m o r e 
in un ronzio di tante parole ammutolite
davanti agli occhi 
come fra le labbra non aperte
per una gioia sfiorata 
dal clamore di un senso avvertito
sulla soglia di un raro silenzio
che si mostra a favore dell’irruente notte
che sospira negli sguardi 
come nuvole appoggiate al vetro
[ sfuggenti ]

©Runa