im.pure

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ho chiesto al cuore che tutto questo mi fosse risparmiato .
ho chiesto alla notte di non essere evacuata dal suo nero profondo .
oblio zuccherato di stelle che mi bacia dalla bocca in poi
per farmi essere a conoscenza di tutto e niente .
per essere viva e scegliere di morire / e di morire per poter dire di aver vissuto .

ho chiesto alla marcia delle mie preghiere che tutto questo si fermasse .
ho chiesto alla pazzia di donarmi un barlume di luce e che la verità mi fosse negata .
ho scansionato ogni centimetro del mio corpo pur di non svelare la mia intima follia .
e mi sono sminuita per poter amare ancora / mi sono flagellata per riuscire a sentirmi il cuore / mi sono rinnegata per poter riemergere nel solenne riso dell’ indimenticato Demone .

[ tutto questo è una purezza lezza ]
©Runa

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– a d o g n i o r a –

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non arrivo mai alla conclusione del giorno
non riempio mai completamente lo spazio della notte .
accade sempre – ad ogni ora –
ch’io continui a perdermi per poi ritrovarmi
come un vizio da cui non so scappare
una gabbia d’oro in cui non riesco a volare .

non arrivo mai a vedere il mio essere del tutto completo
non mi eseguo in ciò che indosso
e mi nego d’ogni colore dissociato all’anima .

è un continuo mescolarmi – un eterno assentarmi –
un tremore morbido che mi esce dal corpo
ed evapora da solo senza che io me ne accorga .
non arrivo mai alla mia conclusione
e non ho prudenza nelle altre parole .
sono e sarò una piega di questa pelle che non si spiega
un grembo aperto dall ‘eterno travaglio
un fiume violento che d’ acqua si stagna .
©Runa

Mai Vinti

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A quanto pare nulla mi vince . Neanche questo mio cuore .
Fermo e silenzioso a battersi nel petto , nell’incessante incoraggiamento del sangue a pulsare di una vitalità che si raggrinza fra le crepe di un seno che fu di madre , un tempo , e di donna amante ancor prima , sotto il suo tormentato vento .
Fui nuda , seppi esserlo , e seppi tenere a bada il gelo arrampicandomi sulla sua pelle calda , e tremante più di una fiamma esposta al cielo aperto .
Si perchè noi non avemmo mai una casa in cui amarci .
Non avemmo mai un tetto sotto cui coprirci .
Non avemmo mai un letto dove piangere le nostre promesse .
Fummo cosi liberi , cosi pieni di peccato da farne coraggio e forza .
Fummo mimetizzati dalla rabbia e da tutto ciò a cui appartemenno negli anni , dolore compreso , amore compreso , e morte compresa .
Fummi nudi , sgargianti della sola nostra pelle abbracciata .
Fummo un solo pianto , un solo bacio , un solo giorno .
Fummo cosi spremuti da tutto cò che potrevamo essere che le nostre mancanze oggi ci riempiono , ancora di quel dolore , ancora di quella promessa , ancora di quella morte .
E a quanto pare nulla oggi ci vince . Neanche il nostro cuore .
Cosi dolorante , cosi mancante di forza , cosi silenzioso di notte .

©Runa

eh si !

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…eh sì!
basta quest’aria di mosto 
a inebriarci l’anima 
s’infila dentro l’alba a singhiozzi
quasi fosse una preghiera
che s’ incarna al perdono
coricandosi sul ventre di notti ubriache
in un traverso d’ ore distese
che mi stringono come un fiocco al cuore.
Il miele cola denso,
senza grazia ,ne dolore
in quel bacio senza tempo
di donna fatta sale.
L’eco del suo ultimo vagito
s’unisce al grembo di donna fatta terra
…eh sì!
questo cielo esige il suo vento
Capita sai, 
che io esiga gli occhi tuoi .
Lorena Centofanti©Runa
26.09.2014

Mutabile Venia

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Sono lontana / mutabile verità che si aggancia alla testa .
Fitta di memoria informe / randagia come solo una bestia [ nel cuore ] sa essere .
_chiedo verità_
e venia per questo mio petto dolorante
da cui non so estrarre che sangue
Filante e Freddo che mi arriva ai piedi e non mi fa restare dritta .

Sono lontana / anni luce e priva di occhi
da un’era che non mi sa terminare dalle braccia
e in esse mi invecchia / di una bellezza che quasi odio .
_tremo_
per uno spettacolo che a fiotti si adempie senza sosta
sul capo e come pianto fra le mani

©Runa

[ .e poi tutte le carezze. ]

Ogni Silenzio / Ogni Parola / Ogni Grido / Ogni Schiaffo / e poi tutte le carezze 
non mi son servite a farmi scorrere questo sangue freddo nelle vene / troppo freddo per questa pelle di vulcano che muta in sembianza squilibrata nel suo stesso vortice di senso che si appresta a progredire e a dire che nella mia vita vuole morire .
Ogni Vuoto / Ogni Spazio / Ogni Delirio / Ogni Follia / e poi ogni dolore a regredire disuguale e multiforme fra le costanze accese dei miei versi in rima audace , come se la bocca non sapesse che ingoiare da un’unica penna l’inchiostro che si scioglie nelle notte in bianco e nelle pagine dipinte di nero .
A singhiozzi mi pronuncio e nel pianto mi bagno la carne purificandomi con quel solo sale che mi sa cuocere dentro e rendermi calda di un solo ed inappetente sacrificio / umano quanto immortale / per potermi costringere a vivere una missione che è una misericordia per il cuore / e unicamente in esso avverarmi senza dirmi *
©Runa

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[ la supplica fra le dita ]

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Sono la metà di una supplica Nera /
Avvolta nel riverbero di una Poesia scomposta /

Sono l’irragionevole piega che brucia sulla Forma /
Un fiato di Fato che dimezza le dita /

Affondo in quella memoria che mi mette in attesa e mi cola ai bordi della bocca come una parola che ansima la voce . Mi tengo stretta nei pugni morbidi quell’urto del petto che non esce dal cuore , sopravvivendo allo sbalzo di calore che diviene pace e nel tuo tocco si placa .

Sono una sillaba stupita del mio lento morire /
Una veste sdrucita inciampata nel tuo nome /

Sono una frangia di miele che si scioglie copiosa / 
Gioiosa negazione al termine del dolore

©Runa