.s e a r c h.

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sono alla ricerca di un dato di fatto
di un atto elaborato / a ritroso nella memoria
dove ormai è impossibile tradursi
[ anche quando è freddo e le verità sono ormai nascoste ]

sono alla ricerca di un assolo infinito
una luce che viola le regole della notte
e con clemenza si lascia passare / senza nutrirsi
[ anche quando la scelta è un unico bivio e nel dilemma non ti ci puoi tuffare ]

sono alla ricerca del giusto distacco
di un segno che porti il mio nome
a cui posso ridar vita senza tornare in vita
[ anche quando manca l’essenziale ed il cuore riparte nudo ]

©Runa

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Mai Vinti

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A quanto pare nulla mi vince . Neanche questo mio cuore .
Fermo e silenzioso a battersi nel petto , nell’incessante incoraggiamento del sangue a pulsare di una vitalità che si raggrinza fra le crepe di un seno che fu di madre , un tempo , e di donna amante ancor prima , sotto il suo tormentato vento .
Fui nuda , seppi esserlo , e seppi tenere a bada il gelo arrampicandomi sulla sua pelle calda , e tremante più di una fiamma esposta al cielo aperto .
Si perchè noi non avemmo mai una casa in cui amarci .
Non avemmo mai un tetto sotto cui coprirci .
Non avemmo mai un letto dove piangere le nostre promesse .
Fummo cosi liberi , cosi pieni di peccato da farne coraggio e forza .
Fummo mimetizzati dalla rabbia e da tutto ciò a cui appartemenno negli anni , dolore compreso , amore compreso , e morte compresa .
Fummi nudi , sgargianti della sola nostra pelle abbracciata .
Fummo un solo pianto , un solo bacio , un solo giorno .
Fummo cosi spremuti da tutto cò che potrevamo essere che le nostre mancanze oggi ci riempiono , ancora di quel dolore , ancora di quella promessa , ancora di quella morte .
E a quanto pare nulla oggi ci vince . Neanche il nostro cuore .
Cosi dolorante , cosi mancante di forza , cosi silenzioso di notte .

©Runa

Mutabile Venia

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Sono lontana / mutabile verità che si aggancia alla testa .
Fitta di memoria informe / randagia come solo una bestia [ nel cuore ] sa essere .
_chiedo verità_
e venia per questo mio petto dolorante
da cui non so estrarre che sangue
Filante e Freddo che mi arriva ai piedi e non mi fa restare dritta .

Sono lontana / anni luce e priva di occhi
da un’era che non mi sa terminare dalle braccia
e in esse mi invecchia / di una bellezza che quasi odio .
_tremo_
per uno spettacolo che a fiotti si adempie senza sosta
sul capo e come pianto fra le mani

©Runa

[ c a u s a . e d . e f f e t t o ]

c’è una causa nelle parole /
un effetto di grazia e dolore che avvampa sulla lingua
masticata voracemente da tutte quelle parole non dette
e coraggiosamente tenute dentro
fino all’impasto necessario con il cuore
dove non sempre tutto palpita appagante
di un essenza che accellera il vissuto e ti schianta
contro la vetrata di pelle da cui non sai uscire
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c’è un effetto di paura nella causa delle parole /
un mosto rosso sangue che si apre dalle ossa
e scarnifica tutto ciò che assemblava la verità
fra gli spazi di un respiro respinto
e il dondolio nel vuoto della vita
che con lacci di pianto si lega
a quell’ultimo cielo di passaggio nella memoria
di una farsa mai scritta
sul ruvido delle nuvole nere apparse
nell’oblio della notte
© Runa

I m m o b i l e [ i m m e m o r e ]

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i m m o b i l e 
in una sequenza di notte
che non mi appartiene come il buio
quello profondo e avverso
che si avvera negli occhi
come quando ri_vivo
la sola forma da cui riconosco
il mio nome e le mani
come fossero metafore di una vita
che a malapena si aggrappa
al ciglio d’ossa che si espongono nel corpo

i m m e m o r e 
in un ronzio di tante parole ammutolite
davanti agli occhi 
come fra le labbra non aperte
per una gioia sfiorata 
dal clamore di un senso avvertito
sulla soglia di un raro silenzio
che si mostra a favore dell’irruente notte
che sospira negli sguardi 
come nuvole appoggiate al vetro
[ sfuggenti ]

©Runa

[ la supplica fra le dita ]

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Sono la metà di una supplica Nera /
Avvolta nel riverbero di una Poesia scomposta /

Sono l’irragionevole piega che brucia sulla Forma /
Un fiato di Fato che dimezza le dita /

Affondo in quella memoria che mi mette in attesa e mi cola ai bordi della bocca come una parola che ansima la voce . Mi tengo stretta nei pugni morbidi quell’urto del petto che non esce dal cuore , sopravvivendo allo sbalzo di calore che diviene pace e nel tuo tocco si placa .

Sono una sillaba stupita del mio lento morire /
Una veste sdrucita inciampata nel tuo nome /

Sono una frangia di miele che si scioglie copiosa / 
Gioiosa negazione al termine del dolore

©Runa

Nel Ripetersi Del Silenzio

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Ogni silenzio è uno sgomento poetico
avverso al tramonto che avanza
di giorni squoiati 
tremanti d’ingenua alchimia
 
Sono stanca di rincorrermi
stanca di schiantarmi nelle assenze
stanca di avvertirmi a malapena
nelle lacrime colate a capo basso
ingoiando parole tagliate dalla lingua
infreddolita dall’inverno
 
Ogni silenzio che avverto 
è affisso al muro
di questo mio tempio di pietra scavata
dove risuona il mio nome echeggiando
fischiante d’aria al tuo fianco
 
©Runa