.contropelle.

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Prospettive. Omaggio di parole a Michel Vaerewijck

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Ho vissuto la mia vita come fossi un foglio bianco
nessun colore predestinato sulla pelle
e nessuna parola a sfondare la curvatora
della lingua _muta .

Ho vissuto in silenzio
fra verbi claudicanti interrotti solo dalla sete dell’attesa
e senza mai avere fame mi sono divorata nella giusta misura
per sopravvivere ad un ennesimo qualunque giorno
che mi trapassava dentro _fra la pelle e le ossa .

Ho giaciuto accanto alle ombre
abbracciando spigoli di luce su letti di cartapesta
ingoiando a piccoli sorsi il pianto
e moltilicando il dolore per il suo stesso peso .

Sono stata tutto e niente
un agglomerato di anima .contropelle.
divelta e divorante
in un ripetersi di sangue mai caldo

©Runa

echoing  :
youtube https://www.youtube.com/watch?v=5t5QSiydF9Y&w=560&h=315

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La Consapevolezza Del Cadere

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con un filo di voce riuscii a dirtelo
con il buio sulle labbra e senza colpe negli occhi

ogni giorno passato è stato mangiato dalle attese a piena bocca
ogni singolo istante cucito sui polsi a tenermi stretto il fluire del sangue

da allora non sò più scappare
ma mi lascio attraversare senza sosta dalle tue ombre
sciolte rime di pelle raggrumate sul guscio del tuo volere
come un ‘essenziale necessità fatta di frattaglie d’ossa liquide
incorporate fin oltre lo strato di derma e fuoco

con un filo di voce riuscii a farmi sentire
con il buio delle labbra a tossire parole

con la stessa misura del cuore cantai come si può essere schiavo d’amore
rinnegando il sole sul nascere
e dissetandosi della luna
come un pozzo in quei notturni dalle ore sempre accese
rendendo indelebile la consapevolezza del cadere

©Runa