Mai Vinti

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A quanto pare nulla mi vince . Neanche questo mio cuore .
Fermo e silenzioso a battersi nel petto , nell’incessante incoraggiamento del sangue a pulsare di una vitalità che si raggrinza fra le crepe di un seno che fu di madre , un tempo , e di donna amante ancor prima , sotto il suo tormentato vento .
Fui nuda , seppi esserlo , e seppi tenere a bada il gelo arrampicandomi sulla sua pelle calda , e tremante più di una fiamma esposta al cielo aperto .
Si perchè noi non avemmo mai una casa in cui amarci .
Non avemmo mai un tetto sotto cui coprirci .
Non avemmo mai un letto dove piangere le nostre promesse .
Fummo cosi liberi , cosi pieni di peccato da farne coraggio e forza .
Fummo mimetizzati dalla rabbia e da tutto ciò a cui appartemenno negli anni , dolore compreso , amore compreso , e morte compresa .
Fummi nudi , sgargianti della sola nostra pelle abbracciata .
Fummo un solo pianto , un solo bacio , un solo giorno .
Fummo cosi spremuti da tutto cò che potrevamo essere che le nostre mancanze oggi ci riempiono , ancora di quel dolore , ancora di quella promessa , ancora di quella morte .
E a quanto pare nulla oggi ci vince . Neanche il nostro cuore .
Cosi dolorante , cosi mancante di forza , cosi silenzioso di notte .

©Runa

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eh si !

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…eh sì!
basta quest’aria di mosto 
a inebriarci l’anima 
s’infila dentro l’alba a singhiozzi
quasi fosse una preghiera
che s’ incarna al perdono
coricandosi sul ventre di notti ubriache
in un traverso d’ ore distese
che mi stringono come un fiocco al cuore.
Il miele cola denso,
senza grazia ,ne dolore
in quel bacio senza tempo
di donna fatta sale.
L’eco del suo ultimo vagito
s’unisce al grembo di donna fatta terra
…eh sì!
questo cielo esige il suo vento
Capita sai, 
che io esiga gli occhi tuoi .
Lorena Centofanti©Runa
26.09.2014

Fiore [. recisa .]

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Son sempre riuscita a ripartire dagli spazi che vuoti mi son lasciata alle spalle , annerendone ogni angolo con speranze e voci della mia anima [solitaria].
Ho saputo essere sempre quella vivida luce esposta alla notte , un’essenza che si riscrive sui muri sbiancati da ciò che chiamano destino.
In questo momento della mia vita ho un laccio che mi stringe il flusso del sangue , al collo come alla memoria. Sui polsi e fra le mani ho segni che mi ricordano che sono viva , e incessantemente nei giorni a venire lo sarò ancora , nonostante il livido del respiro che mi potrà addormentare sarà di un inverno già morto.
Non mi rimane che Essere in questa nuova possibilità .
Non mi resta che questa storia per sentirmi stretta ad un desiderio che ho raggiunto collegandone i colori.
Non mi resta che avere spine nel fianco per sentirmi quel fiore che vive [ reciso ].
©Runa

[ la supplica fra le dita ]

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Sono la metà di una supplica Nera /
Avvolta nel riverbero di una Poesia scomposta /

Sono l’irragionevole piega che brucia sulla Forma /
Un fiato di Fato che dimezza le dita /

Affondo in quella memoria che mi mette in attesa e mi cola ai bordi della bocca come una parola che ansima la voce . Mi tengo stretta nei pugni morbidi quell’urto del petto che non esce dal cuore , sopravvivendo allo sbalzo di calore che diviene pace e nel tuo tocco si placa .

Sono una sillaba stupita del mio lento morire /
Una veste sdrucita inciampata nel tuo nome /

Sono una frangia di miele che si scioglie copiosa / 
Gioiosa negazione al termine del dolore

©Runa

Ricordi [ senza frane ]

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Ho mani strette nei pensieri
Un corpo nudo nascosto dalle vesti

Mi cadono le parole
come sassi di carta bagnata
dalla lingua che sfuma il fiato
con l’inchiostro nero del silenzio

C’è una porta che mi chiude fuori
da una realtà che non mi tocca

Ci sono spifferi pungenti
in questo vento che mi gira intorno
Sguardi senza occhi
di sorrisi netti di assenze

Tutto è come l’ho lasciato
senza frane nei ricordi

©Runa