.Crèmisi Poetica: raccolta di Poesie.

Ho scritto tanto negli ultimi anni da riuscire a riempire ogni vuoto d’ombra che avevo nella memoria e fra le parole e i pensieri, quasi frammentati dal desiderio di riuscire a vivere una vita predestinata ad altro, mai del tutto intimamente appartenuta.
A memoria quindi mi sono raccontata in questo libro che proprio questo vuole essere, fogli come macerie di voci ricostruite che diventano pelle essenziale e scarna, come l’Anima… senza nessun’altra presunzione.
Ringrazio chi ha creduto in me in tutti questi anni seguendomi sempre fra i ritorni e le assenze, sul blog, sulla mia pagina Facebook o chi sul mio profilo personale.
Ringrazio la casa editrice che ha investito su di me dandomi l’opportunità di realizzare uno dei miei più grandi sogni.
Ringrazio me stessa per essere riuscita a moltiplicare ogni parola su queste pagine di vita troppo bianche.
Ringrazio infine, ma non per minore importanza, Francesco Cacciola e la sua dedica, grazie di cuore per aver speso un’attimo del tuo tempo e reso suono questo primo vagito.

©Runa

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.nuova luna.

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potrei cambiar tempo
e mutare d’essenza illuminata
nel percorso di luna
che sul mio corpo in fuga si cela
come un verbo amabile e desiderato
comprese le memorie legate
spogliate finemente
di un inizio che gela e salda
come solo il caso del tuo ritorno sa fare
ed il riso distratto del tuo vantarmi
sa dire

potrei mutare di tempo irriverente
e nel tornare al passato giacere
e plasmare il mio dolore
che ti fa scultore
della sua amata pietra
affine alla sembianza
come impronta di neve
etereo avverarsi d’illuso
che non sempre vota allo svolgersi
dell’esser poi di carne
o di quel che si è

©Runa

 

pubblicato su https://wordsocialforum.com/2017/11/28/giovani-prospettive-omaggio-di-parole-ad-emanuela-cau/

Il Pianto in Parti Uguali

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Continuo a sostituire il cuore con piccoli spazi che rammendo fra le mani e il polso
raccolti al collo per farmi sentire ancora quel brivido che di vita parla .
Mi divido in parti uguali su questa terra
e lo faccio attraverso la carne che mi ristora dal dolore
e dal tempo immemore di parole
come un fruscio di carta caduto sul corpo
a dirmi di scrivermi dentro quello che ancora alla voce non muore .
Avevo sperato di avere più aria nella bocca per poter dire
senza urlare / di quella paura che lenta mi affanna
e mi affama di un respiro che fa invidia alla notte
e a quella paura che lascia il segno sulle gote
frusciante di colare
che ammortizza il pianto e il suo elettrico vizio .
©Runa
24/06/2014