. figlia del silenzio.

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Io sto parlando con una persona che non esiste /
Sono in contatto con un’anima glaciale che del suo amore ne ha illuminato il buio /
Io sto vivendo in un corpo che non ha più vita / e respiro di un fiato che è figlio del vuoto_ del silenzio e alla sua naturale forza di resistere_

Ho arruginito per tempo le ossa 
e sono trapassata dalla carne al gambo di un fiore senza cedere
/ ancora il cuore può avere quell’ultimo sussulto come aria carnivora che non solo di sangue si nutre /

©Runa

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.d o v e.

rapidheartmovement

d o v e porterò mai questa memoria mia /

dall’alto sipario di una vita grave avidamente si allontana
il rosso fluttuante del cuore
troppo spesso inadeguato all’adagio delle più dolci attese /

d o v e se non al cospetto delle derive /

dinanzi a tragitti murati vivi
come a placare il distacco sancito dal lutto o a cogliere disonestamente il meglio di una .me. non ancora scritto /

d o v e mi ritroverò cieca nuovamente /

dolente e incurabile oltre le previsioni
con più di una croce da appendere al cuore e con un petalo a serrarmi l’ombra concessa da quell’ultimo sole

©Runa
ph©RapidHeartMovement

[ d a y s r e m a i n i n g ]

obscure

that inhabits the dark rooms of my being
to the junction of the night more absent
up to where even the heart retracts
and insomnia love lies
seams Eye dawn
where / in retrospect my days remaining
it drops the precious idyll I
with my soul absent
and my death trembling
©Runa

[ questo mio corpo è un oscuro senso
che abita le oscure camere del mio essere
fino al bivio delle notte più assenti
fino a dove anche il cuore si retrae
e l’insonnia dell’amore giace
sulle cuciture degli occhi all’alba
dove / in senno ai miei giorni restanti
si stilla il prezioso idillio che ho
con l’anima mia assente
e la mia morte tremante ]©Runa 

22/10/2015

La Vita Sottile

ph©Francesca Dafne Vignaga

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Questo in fondo non è altro che un mondo solo , una sfera goliardica di terreni spezzati fra loro che non mi dona gravità , umanità , ne il contro senso di un disimpegno terrestre che mi spinge nell’altrove , migliore , o alquanto singolare , e fa in modo ch’io resti scalza con passi incerti verso quella penombra notturna che viola ogni singolare logica di luce , e mi si stringe dentro la nuda carne come un cavo elettrico necessario a darmi l’ultimo istinto , con un grido impulsivo , un ultimo respiro , per mutare dentro questi passaggi senza uscita di un oggi assente squamati di domani .
Questo , in fondo , non è altro che il mio mondo , inaccettato , in discesa , in continua stanchezza , con eterni chiarori smielati sulla faccia a svelarmi senza pianto .
Niente mi salva da questa natura . Resto attratta da finestre nere sul mio essere , gravida di un’ esistenza insistente che becca l’ultima illuminazione di un corridoio irrisolto senza uscita .
[ sono stanca di questa vita troppo sottile ]

©Rosaria Iuliucci

.il mio corpo differente.

ph©Cristina Rizzi Guelfi
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il mio è un corpo differente
ed io mi perdo in esso
come fosse un meccanismo che si rimette a posto da solo
che sbaglia ancora di giorno nei suoi strati di pelle avanzata
senza tenere conto che di notte può essere
una piena trasparente / nutriente
a coppa sul tuo zigomo / sbieco

il mio è un corpo reclinato su muri artigliati di latte
bruciante del trapasso di un giorno restio all’altro
un tonfo siderale che avanza e si fa avanti da solo
su ossa esposte che non lasciano traccia
ma che stringono le mie alle tue
con parole precipitate tra gli spazi di freddo
che sopraggiungono a velo sulla schiuma del tuo [ non ] senso

©Rosaria Iuliucci

Mai Vinti

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A quanto pare nulla mi vince . Neanche questo mio cuore .
Fermo e silenzioso a battersi nel petto , nell’incessante incoraggiamento del sangue a pulsare di una vitalità che si raggrinza fra le crepe di un seno che fu di madre , un tempo , e di donna amante ancor prima , sotto il suo tormentato vento .
Fui nuda , seppi esserlo , e seppi tenere a bada il gelo arrampicandomi sulla sua pelle calda , e tremante più di una fiamma esposta al cielo aperto .
Si perchè noi non avemmo mai una casa in cui amarci .
Non avemmo mai un tetto sotto cui coprirci .
Non avemmo mai un letto dove piangere le nostre promesse .
Fummo cosi liberi , cosi pieni di peccato da farne coraggio e forza .
Fummo mimetizzati dalla rabbia e da tutto ciò a cui appartemenno negli anni , dolore compreso , amore compreso , e morte compresa .
Fummi nudi , sgargianti della sola nostra pelle abbracciata .
Fummo un solo pianto , un solo bacio , un solo giorno .
Fummo cosi spremuti da tutto cò che potrevamo essere che le nostre mancanze oggi ci riempiono , ancora di quel dolore , ancora di quella promessa , ancora di quella morte .
E a quanto pare nulla oggi ci vince . Neanche il nostro cuore .
Cosi dolorante , cosi mancante di forza , cosi silenzioso di notte .

©Runa

La Mia Volontà [ è la Tua ]

cvv

Mi appari dal Silenzio delle Cose .
Con un fruscio evidente che placa la routine della luce .

Mi appari virulento / circoscritto .
In ogni luogo non comune a Noi .

Faccio Mia la Tua Volontà / e la Mia _Tua
sconfinata al limite della trascendenza dell’ Anima
con proporzione adeguata ad ogni gesto come ad ogni parola sfumata in quella speranza di atti
che avvezzano fiati
e mormorano sul cuore .

Mi appartieni nel Tempo e nel Pregiudizio .
Con una scia di essenze che mi veste a malapena .

Mi nuoti dentro con il più beffardo dei piaceri .
Con affanni che si nascondono fra le ossa .
©Runa