I m m o b i l e [ i m m e m o r e ]

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i m m o b i l e 
in una sequenza di notte
che non mi appartiene come il buio
quello profondo e avverso
che si avvera negli occhi
come quando ri_vivo
la sola forma da cui riconosco
il mio nome e le mani
come fossero metafore di una vita
che a malapena si aggrappa
al ciglio d’ossa che si espongono nel corpo

i m m e m o r e 
in un ronzio di tante parole ammutolite
davanti agli occhi 
come fra le labbra non aperte
per una gioia sfiorata 
dal clamore di un senso avvertito
sulla soglia di un raro silenzio
che si mostra a favore dell’irruente notte
che sospira negli sguardi 
come nuvole appoggiate al vetro
[ sfuggenti ]

©Runa

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.BIANCA.

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.Sono troppo Bianca per restare mano nella mano con me stessa.
risvoltandomi di quella naturalezza che mi sbatte contro il muro del cuore
in quella dimora che vive in me
nell’altrove oltre il dolore

.Sono troppo Bianca per restare.
senza cielo da cui attinger pioggia
senza sfogo su cui far morir la voce
senza quell’importanza che si fa mare vivo
sotto la pelle distesa sul sale

.Sono troppo Bianca per restare mano nella mano con me stessa.
e non riuscire a perdermi del tutto
in questa vita che inespressa si fa vicolo senza svolta
fra le vene fluide e l’ombra della notte

.Sono troppo Bianca per restare.
senza la fragilità del momento
senza la durezza delle ossa incastonate
senza quell’armonia che cede sulla parola
accucciata dentro le ciminiere dei silenzi

©Runa

 

NB: versi ispirati a ” Bianca ” degli Afterhouse .

[.carne fresca.]

Sei /di quella tranquillità che si fa carne
sdoppiata dalla visione di un sogno che si beve
come dalla bocca al corpo
in un crescendo esistenziale di senso
che brucia ai lati dei fianchi
e migra fluido fra le gote

Sei / la superiorità dei nervi
un’idea che stride fra i denti
fino all’inverosimile ascolto
di una voce muta esangue e dolce
impallidita dall’eco del ventre
e le sue desertiche scosse imbavagliate

Sei / quella paurosa meraviglia che si avvera
in un desiderio che dalla polvere prende forma
stretta in assurdi gambi di volere
masticati dalla forza di un grembo
segnato dall’incubo di una notte novizia
rigettata sotto il segno di pelle

” se c’è un senso a tutto questa perdita di ragione ..sei tu
che in un perpetuo avvinghiarti all’esalazione del cuore
macini caparbiamente il tuo ultimo battito
come fosse sale lavico a rigirarti l’estasi ”

 

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c’è una profondità di senso in questa assenza avversa che si fa cinghia di pelle asciutta fra i fianchi vuoti di fiati / come un’interazione di carezze e desiderio che fiorisce appena ci si rende conto che a volerlo si geme di un impulso vitale che ti porta fin oltre l’astratta sembianza di un mondo di carne .
c’è un onore che va rispettato , un altare che va pregato , un’idea che va zuccherata degnamente a manciate di baci e rivoli di brividi , come quando stacchi la testa dal corpo e le ossa sono un’estensione esatta del muscolo che ti priva della ragione .
sentirsi legate a questo strappo di vita è un sogno da cui non bisogna negarsi , è una mareggiata di ossigeno che si fa strumento a partire dalle cosce …è una balaustra che ti lancia stelle , pungenti come chiodi che ti affiorano sul seno .
©Runa

Vincere è un Gioco!

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Imparando a non avere la giusta misura delle parole ho capito che la mia lingua sa tagliare più di un ardito bacio / E di notte so passare dal palato alla gola / E di giorno morire della sostanza della voce .
Sono un appunto nero sul petto esposto / Un gelido carnaio di battiti esangui che mi ha portato ad essere la vicissitudine violenta senza destino / Come annullandomi di un fiorito inverno / Come rinascendo fra le siepi d’estate .
Ho espiato ogni colpa da questa vita e l’ho fatto nelle braccia sbagliate ,svogliate, codarde / Ho scorticato un’essenza puritana dalla cima dei voleri e mi sono frammentata in quella pelle che ora brucia di un succo che mi allieta i fianchi / Linfa vitale coerente che mi cola fra le mani .
Volevo che una sola estate mi portasse in quel mare lontano / Che un solo autunno mi piovesse addosso / Che solo un tempo mi vivesse dentro .
Ed ora so che andare lontano non serve / Che cadere non basta / Rialzarsi è un gioco a cui ho saputo vincere !

©Runa

[invisibile come la notte]

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come una rosa barocca resto sola e ferma/
fra le parole e i tocchi di un desiderio irrisolto

contiene assenza il mio corpo folle /
contiene follia il mio cuore assente /

divampo insonne fra le mani e le pupille
e della stessa fiamma rossa mi accendo

sparsa come il fuoco /
invisibile come la notte [.sono.]

©Runa