Mai Vinti

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A quanto pare nulla mi vince . Neanche questo mio cuore .
Fermo e silenzioso a battersi nel petto , nell’incessante incoraggiamento del sangue a pulsare di una vitalità che si raggrinza fra le crepe di un seno che fu di madre , un tempo , e di donna amante ancor prima , sotto il suo tormentato vento .
Fui nuda , seppi esserlo , e seppi tenere a bada il gelo arrampicandomi sulla sua pelle calda , e tremante più di una fiamma esposta al cielo aperto .
Si perchè noi non avemmo mai una casa in cui amarci .
Non avemmo mai un tetto sotto cui coprirci .
Non avemmo mai un letto dove piangere le nostre promesse .
Fummo cosi liberi , cosi pieni di peccato da farne coraggio e forza .
Fummo mimetizzati dalla rabbia e da tutto ciò a cui appartemenno negli anni , dolore compreso , amore compreso , e morte compresa .
Fummi nudi , sgargianti della sola nostra pelle abbracciata .
Fummo un solo pianto , un solo bacio , un solo giorno .
Fummo cosi spremuti da tutto cò che potrevamo essere che le nostre mancanze oggi ci riempiono , ancora di quel dolore , ancora di quella promessa , ancora di quella morte .
E a quanto pare nulla oggi ci vince . Neanche il nostro cuore .
Cosi dolorante , cosi mancante di forza , cosi silenzioso di notte .

©Runa

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[ .e poi tutte le carezze. ]

Ogni Silenzio / Ogni Parola / Ogni Grido / Ogni Schiaffo / e poi tutte le carezze 
non mi son servite a farmi scorrere questo sangue freddo nelle vene / troppo freddo per questa pelle di vulcano che muta in sembianza squilibrata nel suo stesso vortice di senso che si appresta a progredire e a dire che nella mia vita vuole morire .
Ogni Vuoto / Ogni Spazio / Ogni Delirio / Ogni Follia / e poi ogni dolore a regredire disuguale e multiforme fra le costanze accese dei miei versi in rima audace , come se la bocca non sapesse che ingoiare da un’unica penna l’inchiostro che si scioglie nelle notte in bianco e nelle pagine dipinte di nero .
A singhiozzi mi pronuncio e nel pianto mi bagno la carne purificandomi con quel solo sale che mi sa cuocere dentro e rendermi calda di un solo ed inappetente sacrificio / umano quanto immortale / per potermi costringere a vivere una missione che è una misericordia per il cuore / e unicamente in esso avverarmi senza dirmi *
©Runa

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[ .ancora in vita. ]

DIstrazione

/ mi sorprende la necessità che ha la mia anima di sentirsi ancora infestata dalla carne / come se tutta quella malata aria che respiro fosse inevitabile destino /

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/ ed è quando ritorno dal mio spazio che vedo intorno tutta la forma del vuoto che si assottiglia in me / fra le angolature della mia esistenza ed il poco desiderio che lascio alla mia anima di carne /
Ho amato essere la mia stessa attesa / la mia rigenerazione di globuli / la mia malinconica bellezza sbavata fra un dire ed un pensare /
Ora so che la quiete ha un prezzo / una forma / una sostanza / ed io so di esserne parte …/

[ .ancora in vita. ]
©Runa

Troppo Vuoto Lo Spazio Della Notte

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Irrisolti risvolti d’iridescente letto
assonante di vuoti e fiammeggianti turbinii
Si attraversano gli occhi
nel nero dell’assenso
nelle tentazioni di un bianco latte
estrapolato dalle ossa
e condotto fino all’esalazione di un ultimo nervo
sgranato dal bagno doloso
di un imperscrutabile luogo
vivido e liquido / mai assolto
C’è troppo spazio in questo vuoto /
Mi disadorna il candore immemore
di una dimora che mi fu cara
sospesa e spinta nelle inarcature
dei fiati soffiati
fin dentro le parole che furono di paglia
Duna di gesso è il profilo sottratto ora alla notte
e nel divincolarsi dell’aria
con forza si esporta il grido del petto
©Runa