.negata.

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sicuro come l’inganno / destante come la notte
è buio / assoluto e silenzioso .

girovagare a piedi nudi mi è prerogativa dolorosa
arrivare da un’altrove e non mi è concesso toccare
sgualcire con la realtà di un fatto / l’assoluto silenzioso
residente come sabbia in fondo al mare
o come un blaterare nel pieno dell’emozione
o come un sussulto che dal risentimento dell’amore
avviene / cosi .

sicuro è l’inganno / devastante come la realtà
è ancora troppo buio per la verità .

come la memoria affissa su muri discontinui
di carta pesta e non troppo bianchi
maciullati / con le mani che non si tengono a bada
protese verso una carità che manca / fin troppo bianca
come la luce che preferisce la morte accanto
piuttosto che riflettere su quelle dune d’ossa
morenti in fondo al mare .

è sicuro come l’inganno più vero / reale
ch’io sono come nessun’altra verità : negata / incondizionata .

©Runa

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.dall’altra parte del freddo.

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dall’altra parte del freddo
e costantemente da sola
_perchè anche la più palese delle verità mi distanzia
come un veleno che si fa prima dolce
e poi postumo di un abbordo al silenzio

allora cosa accade dall’altra parte
mentre tutto il niente mi risale dentro
e a malapena lo avverto
_abile nel trattenermi in bocca
la friabile amarezza
di un assolo di pianto dilaniato
che mai trova fine se non nell’ultima via

è sempre dall’altra parte del freddo
che io sopravvivo
_perchè faccio della mia insesistenza
l’insistenza dal giusto distacco
come l’azzardo del vuoto che mi avvolge da lontano

 

©Runa

a Te va il mio pensiero

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a Te va il mio pensiero .grondante.
ubriaco di verità nascoste
pregno di mani incatenate al presente
.prive. della gioia del tuo tocco

a Te va la mia insaziabile .sete.
la mia languida fame confusa
mordente fra le labbra schiuse
.orfane. del sapore del Tuo sconfinante .ardore.

a Te va la mia preghiera di .notte.
la mia carne inguaribile
la mia unica .morte.

©Runa

ph©Whitney Justesen

im.pure

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ho chiesto al cuore che tutto questo mi fosse risparmiato .
ho chiesto alla notte di non essere evacuata dal suo nero profondo .
oblio zuccherato di stelle che mi bacia dalla bocca in poi
per farmi essere a conoscenza di tutto e niente .
per essere viva e scegliere di morire / e di morire per poter dire di aver vissuto .

ho chiesto alla marcia delle mie preghiere che tutto questo si fermasse .
ho chiesto alla pazzia di donarmi un barlume di luce e che la verità mi fosse negata .
ho scansionato ogni centimetro del mio corpo pur di non svelare la mia intima follia .
e mi sono sminuita per poter amare ancora / mi sono flagellata per riuscire a sentirmi il cuore / mi sono rinnegata per poter riemergere nel solenne riso dell’ indimenticato Demone .

[ tutto questo è una purezza lezza ]
©Runa