.arresa.

 

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Appare in trasparenza questa lastra d’esistenza
sceneggiata di malinconia dove il verso del pensiero
prende forma e spasma come uno stelo arreso al vento
come _scintilla da passione al limite del respito_arreso.

Appare come un ritratto non protetto questo mondo
sconsacrato di bellezza _ribellato all’estasi
senza essere in grado di perdonarne poi l’eretica perfezione
come un poeta che sopravvive alla fame _arreso.

 

Appare così l’incompatibile altezza terrestre
ormai seppellita senza rassenerarne la lapide
come un dono che non ne nobilita la morte
nello scempio che la lascia andare nel suo scheletro a forma umana _arresa.

©Runa

.la consapevolezza dell’odio.

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Vorrei avere la consapevolezza dell’odio /
quell’inconscio sentire
che oscilla fra la ragione e il sentimento .

Senza buonismo .

Essere un veto nero sulle parole da dire /
da dire e da accartocciare
come sapori sanguigni sulla lingua .

Senza approvazione .

Vorrei solo avere la consapevolezza della carenza d’affetto /
e convertire quest’anima sigillata alla notte
nel ripetersi del patimento .

Senza pentimento .

©Runa

 

 

.l’Inappetenza delle memorie.

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legata ai margini di un’ inappetenza di parole
le contrasto come ad avere pioggia in faccia
e nel farne ricordo le lascio cadere
sugli zigomi segnati da un tempo che più non mi riconosce
/ forse non sono più io a fiatare contro questo vento
forse /
se fossi riuscita a ripararmi in tempo
non avrei il tordo rumore della notte discontinuo sul tetto delle mie memorie guaste
e gli occhi / i miei occhi cosi gronfi e rossi
non avrebbero quell’arpeggio lacrimante
che batte alla visione furiosa
di una me dimenticata
in un accadere che accellera senza venirmi incontro

©Runa

.dall’altra parte del freddo.

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dall’altra parte del freddo
e costantemente da sola
_perchè anche la più palese delle verità mi distanzia
come un veleno che si fa prima dolce
e poi postumo di un abbordo al silenzio

allora cosa accade dall’altra parte
mentre tutto il niente mi risale dentro
e a malapena lo avverto
_abile nel trattenermi in bocca
la friabile amarezza
di un assolo di pianto dilaniato
che mai trova fine se non nell’ultima via

è sempre dall’altra parte del freddo
che io sopravvivo
_perchè faccio della mia insesistenza
l’insistenza dal giusto distacco
come l’azzardo del vuoto che mi avvolge da lontano

 

©Runa

. i tried to .

ho provato a mantenere salve le mie ferite
ho provato a mantenerle salde sulla pelle infetta
mentre l’inverno del mio ultimo tempo
decimava la sequenza del mio essere

non sono più nell’ordine esatte le mie memorie
non sono più quella raccolta di azione che mi mostravano viva

ho provato a tenermi dentro il cuore
ho provato a piangerci sopra
ma mi sono accorta di avere la pelle tesa
e nera come un lenzuolo avvolto in una secca marina notturna

non ho più l’ areola scoperta
e non ho più il sorriso spaiato deciso dagli anni

©Runa

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I tried to keep saved my wounds
I tried to keep firm on infected skin
while the winter of my last time
He is decimating the sequence of my being

I am no longer exact order my memories
I am no longer that collection of action that showed me alive

I tried to keep me in your heart
I tried to cry over
but I realized that you have the skin taut
and black as a sheet wrapped in a dry marina night

I have not discovered the palm caresses
I no longer smile unpaired decided by years

[I have a torn feather flying against the wind
and that the shape of my pain I will report back more]

©Runa

.non era l’ultimo bacio.

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[ s e a v e s s i p o t u t o ]

/ avrei chiuso quel bacio in un’onda d’aria , avrei dato al fiato il tremore leggero di un lago .
/ avrei chiesto al tempo di trattenere se stesso un attimo ancora [ q u i a c c a n t o ]
e gli avrei chiesto di lasciarsi addormentare [ d e n t r o ] sulle bocche di chi ci parlava accanto e ci raccontava senza sapere spingendoci nell’oltre di una vita non qualunque
ma schiusa in profilo di giunco che ci adornava inconsapevole nelle ore spettrali di un ultimo giorno [ a n d a t o ] ancora da aspettare e per sempre lasciarlo andare .
/ avrei chiuso quel bacio con una morsa salina [ c o m e f a i l m a r e d i n o t t e ]
lo avrei protetto dal vento gelido di quell’inverno inconsapevole
e lo avrei tenuto ancora per un po segreto / disteso sulla bocca come cosi nelle mani
[ e lo avrei protetto come fanno gli occhi grandi di una madre ]
/ avrei lambito con fame le sterpaglie del nostro nido
con quell’ultimo fiato lasciato dal cuore al nostro arrivo
ed allora avrei capito [ s e n z a n u l l a d a d i r e ]
che con quel bacio avrei lasciato per sempre le armi .
/ avrei zittito per sempre il cuore e mi sarei diretta verso nuova memoria .
con la punta della tua lingua mi sarei ridisegnata [ d i p i e t r a ]
e mi sarei spaiata nelle parole più assurde
[ quelle che si lasciano sul cuscino di un giardino siderale e sulle labbra
con le rotondità calde della notte ]

©Runa

.d o v e.

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d o v e porterò mai questa memoria mia /

dall’alto sipario di una vita grave avidamente si allontana
il rosso fluttuante del cuore
troppo spesso inadeguato all’adagio delle più dolci attese /

d o v e se non al cospetto delle derive /

dinanzi a tragitti murati vivi
come a placare il distacco sancito dal lutto o a cogliere disonestamente il meglio di una .me. non ancora scritto /

d o v e mi ritroverò cieca nuovamente /

dolente e incurabile oltre le previsioni
con più di una croce da appendere al cuore e con un petalo a serrarmi l’ombra concessa da quell’ultimo sole

©Runa
ph©RapidHeartMovement