.anni come lacrime d'argento.

pensavo al mio corpo, a come è riuscuito a mantenersi in equilibrio fra contraccolpi di questi anni, a come è riuscito a mantenersi in piedi fra le selve oscure, all’abilità del mio petto a non scoppiare.
pensavo all’involontarietà della mia vita, alla materia casuale che si è fatto postuma sopravvivenza, valore che come un’ultima bugia si è tagliata palmo palmo restando penitenza pagata senza funebrità e conseguenza.
pensavo a quanto è riuscita a refrigerarsi l’anima mia per sopportarsi e trasportare la quantità di pena, preghiera asfissiante come posa fra le mura, corale trauma raggiunto poi in preghiera.

©Runa

.Tu / la mia parola chiave.

volevo renderti bianco 
un libro aperto ,
un’anima senza parola chiave .

volevo renderti la mia di parola
nuda , disconosciuta ,
un ticchettio nelle ore ferme .

volevo renderti il mio mese preferito 
una risata capovolta ,
un’affinità senza fine .
volevo renderti pace dopo la guerra ,
una persona combattente , vincente 
accanto alle mie guerre perse .

volevo renderti il mio muro del pianto ,
casa dalle finestre aperte ,
cortile con gli alberi sempre in fiore .

volevo renderti prezioso fra le cose smesse 
un respiro , un fiato appena ,
una briciola di vita , il verbo infinito nella bocca mia .

©Runa

.un desiderio necessario.

la pelle si spezza
tesa fra gli avverbi celati
muti e mutevoli
negli incontri che si scontrano
come un confronto empatico
tra la lingua e gli occhi .

è un desiderio necessario
l’altrove , scintilla che punge
ma non ne riproduce il dolore .
tesa ,fuori da ogni controllo ,
una patina di zucchero
che non riesco a dilatare .

assecondo il richiamo
di piccole stille rosse
frapposte sul tacere
di un suono che si fa contrasto
con il corpo che ebbi
e l’anima che fui .

dis_imparo ogni volta
ad ogni nuova vita .
dove le ombre tacciono
i miei occhi ammiccano .
incontrollato è il sangue
che urla sulla polvere accumulata .

©Runa