.ultima Luna.

fallo in fretta a diventarmi neve
nelle vene come se non ne avessi alcuna
soffermati nei sensi che a tratti espongo
e strappa dal cuore
questo vizio che si ricolma di ore nuove
[prendi forma d’aria immobile
senza Luna a ricoprirmi
senza notte a masticarmi]

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sono un’anima che si tiene a freno
con un guinzaglio di memorie
nel mentre il soffio leggero dell’aria
abbraccia la furia
di quest’aria immobile .
tutto va lento come alte dune
in stanze sovrastate
da silenzi e chiaroscuri .
sarò forse l’ultima a sprofondare
in questo labirinto di dolore
sarò forse l’ultima luce
di Luna ad abbagliare
ma che mi annienti pure
l’incanto di un cielo aperto
mentre varco l’argine di un ombra
che s’attarda a lampeggiare .

©Runa

on air now : https://www.youtube.com/watch?v=Bd4jT4zcdHg

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. dal buio al silenzio .

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torno dal buio al silenzio
nel mio caro letto dove estinguere ogni parola
fuochi e armi accese nell’occulta notte
nel mentre l’essenziale vaga come fascio di luce
fra la ragione ed il suo essenziale in crosta .
torno dal corpo alla fame
come quando riordino ogni natura
morta fra tutte le cose
come la paura del dire
le contraddizioni del conciliare
come dal mio cuore al tuo

[come se tu fossi il male
ed io l’anticipo della sorte]*

in ogni gesto compiuto
in ogni rimedio percepito a secco
la bocca singhiozza il tuo nome
nel disarmonico canto cardiaco
che ne allinea appena la crosta
e sopravvive con un colpo alla volta .
torno cosi nei cieli neri
appartenuti alla pietà della voce
che appena ascolti immergi
nel giro di una notte obliqua
che cerca dialoghi interrotti
e dolori ormai in polvere _irrisolti

©Runa 

* : una dedicata feroce che vale ogni altra parola . Grazie . 

on air : https://www.youtube.com/watch?v=nbb8RyvK7Us

.nero su nero.

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ed è quando tutto è nero
che il nero sa realmente di polpa
che ne basterebbe un quarto
solo per questa vita a digiuno
congelata dagli acuti del bosco
in una litania splendida .perpetua
come un canto di consegna
per tutta la forma che sono stata
come in caduta sulla schiena
privata di ogni rapida resa
o come nella conseguenza della frenata
che all’incedere del corpo poco importa
perchè ritrovarsi in piedi al bivio
asciuga la rabbia e rende assente la sete
perchè è proprio nel mentre arriva il nero
che il tacere del volere avviene .immune
come fosse ricordo di amabili lune lontane
o ponteggi di stelle sui calchi dell’anima
dove il voler dire cosa si è stato
cola di traverso come latte basico
e le leccornie dell’amore
sono spicchio di rancore malandato .

©Runa

 

.il mio è un corpo differente.

il mio è un corpo differente
ed io mi perdo in esso
come fosse un meccanismo che si rimette a posto da solo
che sbaglia ancora di giorno nei suoi strati di pelle avanzata
senza tenere conto che la notte può essere
una piena trasparente / nutriente
a coppa sul tuo zigomo / sbieco

il mio è un corpo reclinato su muri artigliati di latte
bruciante del trapasso di un giorno restio all’altro
un tonfo siderale che avanza e si fa avanti da solo
su ossa esposte che non lasciano traccia
ma che stringono le mie alle tue
con parole precipitate tra gli spazi di freddo
che sopraggiungono a velo sulla schiuma del tuo [ non ] senso

©Rosy :  Posted on maggio 7, 2015

on air : https://www.youtube.com/watch?v=4CrnJjmz8Y0

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Vorrei poter riuscire a non dimenticare mai , a non omettere nessun dettaglio della mia vita precedente , di ogni sbaglio , di ogni vittoria , di ogni risata e di ogni singolo pianto .  Per me la memoria è l’atto di vita più grande , è ciò che sono e sono stata e vorrò raccontarlo ogni giorno , senza vergogna e con fierezza .

Questa sono io , colei che !  _a rileggerci presto 😉

 

 

 

.unione lunare.

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è in questo gelido avanzare che il mio cielo
accurato di stelle piene , fissa l’andatura del presente
di terra senza frontiera e di speranze vane dalla pesantezza immane

non sono riuscita ad essere la figlia che avrei voluto essere
non sono riuscita ad assemblare il sogno con la realtà

solo l’incavo più profondo della notte è riuscito a contenermi
a ricamare i contorni dell’ anima in dissolvenza
tratteggiandone la sequenza con punte sporgenti di sale
padroneggianti di carezze insolite come argento

ho messo i sogni in sporgenza sul petto , curvi ad ascoltare il silenzio incombente di un mondo che riuscivo a mordere e ad affamare nuovamente nella venuta indifferente come dal suo oblio fatto di luci che non si sprecano nel ritorno al giorno

non sono mai riuscita a perdonare l’incompiuto atto della mia esistenza , mi è sempre mancata la terra sotto ai piedi
forse solo la forma della innaturale essenza completerà lo spazio vuoto che in questo miracolo chiamato vita riesco a toccare

è in questo gelido avanzare che nel mio cielo
accurato di stelle piene fisso
l’andatura inquieta del presente

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Io non brucio / io non tremo
Io rinasco ogni volta da un nuovo cielo nero
Io resto aggrappata al ventre della notte /
lussuosa d’unione lunare _Nera e austera
come la più pregiata delle pietre .
Io _pura come una Strega !

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=LKIRulQBEeg

.con lo stesso sguardo.

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è cosi che arriva l’inappetenza _dall’anima
mentre lo sguardo resta lo stesso
in attesa di un cambiamento d’aria , in un ordinario giorno divenuto materia mentre riga in verticale gli occhi , come un vuoto a perdere , dove l’antro della memoria trova il suo ingresso fra le rughe aperte ,bianche , senza tremare
e il pianto ha un valore da cui apprendo il gusto del sale .
lo sguardo resta lo stesso
mentre mutevole resta l’aria che taglia di netto le punte delle ciglia attorcigliate ai ricordi , resi inermi dai sogni , troppo limpidi per una realtà in continua attesa , in ore frenetiche troppo lunghe
accese nel ritorno dallo sciogliersi del silenzio prepotente raccolto dal cuore che ne fa il suo banchetto prezioso .
ritroverò la pace e riemergerò dallo stesso sguardo .
farò ancora parte di questa infinita notte , resterò la sua degna figlia , di carne avverata nata da punte di stelle .
il mio pianto diverrà arpeggio fra le tempeste .
il mio petto tomba scabra per un dolore che ancora non sfama .
sarò l’estinguersi di una realtà che ha toccato il fondo .
sarò viva di un senso disperato dal moto irrisolto .

©Runa

.in diagonale.

 

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mi accosto al c u o r e _dalla parte mancante
rivolgo l’attenzione sul volto e alle sue cicatrici d’a s s e n z a
/ qui il tempo è una linea sottile
un eyeliner interiore che si scioglie nell’andare
/ qui il tempo è un mezzo respiro a b o c c a asciutta
un’immobile sentire che si espone senza volere

ne annuso l’aria _ci resto accanto f e r m a
mentre la notte frena e non mi attraversa
/ qui il tempo è un e q u l i b r i o perso
un gene senza ombra
/ qui il tempo è niente senza il c o n f o r t o della luna
e tutto gocciola come linfa d’ere perdute su muri d’affetto sgranati in filigrana

mi accosto ad un p r e c i p i z i o che mi si mette accanto
mentre l’onda d’urto sul cuore diventa salsedine
/ f u r o r e cieco è ciò che mi ritrovo in petto
brividi d’amianto e a r g i n i d’argento
/ tutto in questo tempo è un lampo improvviso
ed io a briglie sciolte
ne perdo il controllo / allentato in diagonale

©Runa