Di Vita Estinta

s c r i v o di una m o r t e che non è mia
ma che a farlo mi a b b r a c c i a e mi sta v i c i n a
s c r i v o di una necessità che mi a l l a r g a il respiro
e nel farlo percepisco di essere v i v a

cross

si apre sul corpo come ferita di sale
questo vezzo religioso che copioso mi assale

muta di una brama che mi vince
con occhi praticanti di preghiere affilate
/ fra le mani una rincorsa nelle fiamme
a stemperare il gelo che di notte mi avvolge /
come un eterno lamento
che la mia croce alimenta

bisbiglia dal profondo il desiderio
con pezzi estinti di dolcezza cannibale

ed è un ripetersi nelle mie ossa
curve e mozze di corse frenate
come un dire che non ha verbi sulla lingua
come un morire che non ha vermi da sfamare
nell’intento devastato
di ciò che per anni il mio corpo è stato

© Runa

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[ c a u s a . e d . e f f e t t o ]

c’è una causa nelle parole /
un effetto di grazia e dolore che avvampa sulla lingua
masticata voracemente da tutte quelle parole non dette
e coraggiosamente tenute dentro
fino all’impasto necessario con il cuore
dove non sempre tutto palpita appagante
di un essenza che accellera il vissuto e ti schianta
contro la vetrata di pelle da cui non sai uscire
cats
c’è un effetto di paura nella causa delle parole /
un mosto rosso sangue che si apre dalle ossa
e scarnifica tutto ciò che assemblava la verità
fra gli spazi di un respiro respinto
e il dondolio nel vuoto della vita
che con lacci di pianto si lega
a quell’ultimo cielo di passaggio nella memoria
di una farsa mai scritta
sul ruvido delle nuvole nere apparse
nell’oblio della notte
© Runa