[ clouters of ] .HOPE.

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Avverto appena sopra al collo
un ammanco di parole che un tempo rincorsi
fra le estremità della lingua
che disegna a spiovento il mento

A parlarmi da sola mi son fatta danno
A stringermi la gola mi son infuriata il cuore

Nel tacere di questo mio notturno insonne
depongo le uova di un seme folle
Un taglio netto nell’estremo delirio
che mi scopre il furore limandomi i denti

A darmi la croce sul petto ho pianto appena
A credere di avere una fede mi si è raschiato il ventre

E sull’impalpabile avvenire ci sono i miei occhi che gocciolano di pietà fra i solchi delle palpebre , uno stridio di carne a battere sull’iride sbendata che non mi chiede di aspettare e non mi sente urlare di quel pianto di sale asciutto che mi è solo tempo scosceso nel suo fruscio , fra le ciglia unte di luna che un tempo mi fu nera e nell’oggi ancora fonda .
Ho un fotogramma di vagiti davanti alla mia corsa , screziati silenzi di ossa che mi si aggrovigliano dentro senza forma , una piena imperfezione che mi scoperchia ogni negata emozione .

A farmi da goccia per quest’ ultimo fiato c’è
un sussurro imperfetto a distogliermi l’ossessione
Un grappolo di ingratitudine che si perde
nel mio opaco riflesso

 ©Runa

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Fiore [. recisa .]

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Son sempre riuscita a ripartire dagli spazi che vuoti mi son lasciata alle spalle , annerendone ogni angolo con speranze e voci della mia anima [solitaria].
Ho saputo essere sempre quella vivida luce esposta alla notte , un’essenza che si riscrive sui muri sbiancati da ciò che chiamano destino.
In questo momento della mia vita ho un laccio che mi stringe il flusso del sangue , al collo come alla memoria. Sui polsi e fra le mani ho segni che mi ricordano che sono viva , e incessantemente nei giorni a venire lo sarò ancora , nonostante il livido del respiro che mi potrà addormentare sarà di un inverno già morto.
Non mi rimane che Essere in questa nuova possibilità .
Non mi resta che questa storia per sentirmi stretta ad un desiderio che ho raggiunto collegandone i colori.
Non mi resta che avere spine nel fianco per sentirmi quel fiore che vive [ reciso ].
©Runa